Un rappresentante di Greenpeace ha consegnato una lettera all'Ambasciatore del Giappone in Italia, Hiroyasu Ando, in cui si chiede che le autorità giapponesi la smettano di processare Greenpeace e comincino invece a processare i responsabili della caccia alle balene.
In tutto il mondo sostenitori e attivisti di Greenpeace si stanno mobilitando con lo slogan "Arrestate anche me". Le adesioni, mediante il sito web, sono giunte a 30.000 'co-imputati'. Il 12 novembre scorso, la Commissione dei Diritti Umani dell'ONU ha condannato "l'irragionevole restrizione alla libertà di espressione" in Giappone e le violazioni commesse dalla Polizia giapponese che ha arrestato gli attivisti di Greenpeace. Anche Amnesty International ha condannato il comportamento del Giappone.
Junichi e Toru sono agli arresti domiciliari da quando, lo scorso maggio, hanno svelato la corruzione del cosiddetto programma di ricerca scientifica sulla caccia alle balene. Al ritorno dall'Antartide i balenieri spedivano a casa centinaia di scatole con carne di balena contrabbandata. Gli attivisti hanno prelevato una di queste scatole, che secondo la bolla di accompagnamento avrebbe dovuto contenere cartone, e vi hanno trovato carne di balena affumicata per un valore di oltre 2.300 euro.
La carne di balena sottratta ai balenieri è stata mostrata ai media nel corso di una conferenza stampa e quindi consegnata alla Magistratura che ha deciso di non indagare sul contrabbando ma di processare invece gli attivisti di Greenpeace. Il processo si terrà all'inizio dell'anno prossimo e gli attivisti rischiano dieci anni di galera.