Manifestazione di fronte all'Ambasciata dell'India, insieme ad Amnesty International e ai protagonisti del "Bhopal bus tour". Foto di Francesco Alesi
IngrandisciGli attivisti hanno disegnato a terra sagome di persone a simboleggiare le vittime dell'incidente e hanno steso il banner con la scritta "25 anni, 25 mila vittime, giustizia per Bhopal".
Il "Bhopal bus tour" si conclude oggi a Roma, dopo le iniziative di Parma e Milano, dove si è svolta una dimostrazione di fronte alla sede legale della Dow Chemical Company, l'azienda che oggi controlla la Union Carbide, proprietaria dello stabilimento da cui, il 2 dicembre del 1984, fuoriuscirono tonnellate di sostanze chimiche tossiche.
Le nostre iniziative sono servite a sollevare ancora una volta le richieste della gente di Bhopal:
- Assicurare che il primo imputato Warren Anderson, presidente della Union Carbide all'epoca del disastro, cessi di fuggire e affronti il processo nella Corte di giustizia di Bhopal;
- sostenere i costi di trattamento medico a lungo termine per le persone sopravvissute e il lavoro di ricerca necessario per valutare l'esposizione delle generazioni future;
- bonificare il sito industriale della ex Union Carbide e garantire l'uso di acqua potabile alle comunità locali;
- assicurare un equo rimborso economico per le vittime e i loro familiari.