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Attivisti di Greenpeace in azione davanti alla sede della Banca 
d'Italia per denunciare la svendita delle foreste primarie del Congo.

Attivisti di Greenpeace in azione davanti alla sede della Banca d'Italia per denunciare la svendita delle foreste primarie del Congo.

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Roma, Italia — Questa mattina gli attivisti di Greenpeace hanno proposto un baratto al governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi: il palazzo per 2 pacchi di sale, 18 barre di sapone, 4 pacchetti di caffè, 24 bottiglie di birra e 2 sacchi di zucchero. È ciò che le multinazionali del legno offrono alla gente dei villaggi del Congo in cambio delle loro preziose foreste. IL VIDEO

Nei prossimi giorni si terrà a Washington l'incontro della Banca Mondiale. Greenpeace ha consegnato a Draghi, in quanto Governatore italiano della stessa Banca Mondiale, il rapporto "SOS Congo". Il rapporto, lanciato proprio ieri, rivela come gli sforzi di quest'istituzione di controllare l'industria del legno stiano fallendo.  Intanto la foresta scompare nell'illusione che estraendo il legno si possa combattere la povertà.

La foresta pluviale della Repubblica Democratica del Congo è la più grande al mondo dopo l'Amazzonia. È una difesa fondamentale contro i cambiamenti climatici. È essenziale per la sopravvivenza di numerose specie, come gorilla, bonobo e scimpanzé. E per la vita di 40 milioni di persone. Poche multinazionali traggono beneficio dalla sua distruzione, portando via legni pregiati come iroko, wengè, afrormosia.

 

Foto dell'azione di questa mattina davanti alla sede della Banca d'Italia.

A preannunciare l'azione dimostrativa nei giorni scorsi erano comparsi in alcuni parchi romani e di altre città numerosi cartelli sugli alberi che ne annunciavano l'abbattimento. Non era vero. Ma non era neppure uno scherzo. Era solo la riproduzione in scala ridotta di quello che avviene dall'altra parte del nostro negozio di mobili o parquet.

Immaginate una ruspa che entri in casa nostra sfondando le pareti, i quadri, i mobili. È quello che accade ai popoli indigeni della foresta che, a colpi di motosega, vengono depredati dei loro spazi vitali. Con il blitz alla Banca d'Italia Greenpeace ha fatto appello a Draghi e ai ministri degli esteri e dell'ambiente perché intervengano. Nel prossimo incontro la Banca Mondiale può fare molto per fermare questo saccheggio.

Greenpeace chiede al governo italiano e alla Banca mondiale di non promuovere in Congo un modello economico basato sull'industria estrattiva, che non ha portato sviluppo, ma solo povertà e devastazione ambientale.

Documenti collegati

Il saccheggio delle foreste del Congo

11 Aprile 2007

Un'investigazione sulle conseguenze della rapida espansione dell'industria forestale nella Repubblica Democratica del Congo.Questo rapporto dimostra chiaramente quanto sia urgente un impegno politico per fermare la continua espansione dell'industria forestale, che sta spartendosi le foreste del paese. Una spartizione che traina il processo di deforestazione e rappresenta un nuovo e potente impulso al rilascio di gas serra, aggravando quindi al cambiamento climatico. Esso inoltre è legato alla corruzione, alla carenza di governance e provoca la diffusione dell'ingiustizia sociale e la perdita di biodiversità.

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