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Attivisti di Greenpeace in azione davanti alla sede della Banca d'Italia per denunciare la svendita delle foreste primarie del Congo.
IngrandisciNei prossimi giorni si terrà a Washington l'incontro della Banca Mondiale. Greenpeace ha consegnato a Draghi, in quanto Governatore italiano della stessa Banca Mondiale, il rapporto "SOS Congo". Il rapporto, lanciato proprio ieri, rivela come gli sforzi di quest'istituzione di controllare l'industria del legno stiano fallendo. Intanto la foresta scompare nell'illusione che estraendo il legno si possa combattere la povertà.
La foresta pluviale della Repubblica Democratica del Congo è la più grande al mondo dopo l'Amazzonia. È una difesa fondamentale contro i cambiamenti climatici. È essenziale per la sopravvivenza di numerose specie, come gorilla, bonobo e scimpanzé. E per la vita di 40 milioni di persone. Poche multinazionali traggono beneficio dalla sua distruzione, portando via legni pregiati come iroko, wengè, afrormosia.
Foto dell'azione di questa mattina davanti alla sede della Banca d'Italia.
A preannunciare l'azione dimostrativa nei giorni scorsi erano comparsi in alcuni parchi romani e di altre città numerosi cartelli sugli alberi che ne annunciavano l'abbattimento. Non era vero. Ma non era neppure uno scherzo. Era solo la riproduzione in scala ridotta di quello che avviene dall'altra parte del nostro negozio di mobili o parquet.
Immaginate una ruspa che entri in casa nostra sfondando le pareti, i quadri, i mobili. È quello che accade ai popoli indigeni della foresta che, a colpi di motosega, vengono depredati dei loro spazi vitali. Con il blitz alla Banca d'Italia Greenpeace ha fatto appello a Draghi e ai ministri degli esteri e dell'ambiente perché intervengano. Nel prossimo incontro la Banca Mondiale può fare molto per fermare questo saccheggio.