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Attivisti di Greenpeace in azione a Brindisi per dire a ENEL e al 
Governo Italiano, NO al carbone.

Attivisti di Greenpeace in azione a Brindisi per dire a ENEL e al Governo Italiano, NO al carbone.

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Brindisi, Italia — Continua la battaglia di Greenpeace contro il carbone. Solo pochi giorni fa, la foto action in mutande, l'azione alla centrale di Civitavecchia e la protesta contro la politica energetica promossa, in Sardegna, dal Governatore Soru. Oggi, all'alba, una nuova azione alla centrale Enel di Brindisi. Per ricordare a tutti che il carbone è il nemico numero uno per il clima.
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L'azione è iniziata questa mattina, all'alba. I nostri attivisti sono entrati all'interno dell'impianto e hanno aperto striscioni sia sul tetto della centrale, che sul grande carbonile all'aperto. Il banner più grande - 500 mq di striscione - è stato posto accanto al logo dell'Enel con la scritta "1st climate killer in Italy". Quella di oggi è un'azione di portata internazionale: oltre agli attivisti italiani hanno partecipato quindici volontari provenienti da Canada, Svizzera e Gran Bretagna.

La centrale di Brindisi Sud è il primo impianto in Italia per emissioni di gas serra, con 14,4 milioni di tonnellate di CO2 nel 2006. Enel è la prima azienda 'clima killer' in Italia, con 51,6 milioni di tonnellate di CO2 nel 2006.

Classifica delle centrali italiani più inquinanti
[ dati in milioni di tonnellate di CO2 ]

Impianto20062005
1ENEL
Centrale di Brindisi Sud (carbone)
14,415,3
2ILVA Spa
Acciaieria di Taranto (carbone)
10,710,1
3EDISON
Centrale di Taranto (gas industriali)
10,110,0
4ENEL
Centrale di Montalto di Castro (gas e olio)
7,45,9
5SARAS Spa
Raffinerie (gas da petrolio)
6,26,3
6ENDESA Italia
Centrale di Fiumesanto (olio e carbone)
4,84,1
7ENEL
Centrale di Fusina (carbone)
4,65,6
8TIRRENO POWER
Centrale di Vado Ligure (carbone)
3,93,7
9ENDESA Italia
Centrale di Monfalcone (carbone e olio)
3,42,7
10ENI
Raffineria di Gela (pet coke)
3,33,5
11EDIPOWER
Centrale di San Filippo del Mela (olio)
3,23,6
12ENEL
Centrale di La Spezia (carbone e gas)
3,13,2

FONTE: Elaborazione Greenpeace su dati Commissione europea (CITL) - solo settori industriali soggetti a Direttiva Europea sull'Emission Trading

Dobbiamo voltare pagina. Occorre investire su fonti rinnovabili e misure per l'efficienza energetica: è questo il messaggio di Greenpeace per Enel; è questo il messaggio che abbiamo inviato venerdì scorso a Soru, responsabile, in Sardegna, di una politica energetica dissennata a favore del carbone e contraria alla diffusione dell'eolico. Ed è questo, infine, il cuore della "Energy Revolution", la strategia globale di politica dell'energia proposta da Greenpeace.

L'Europa dovrà ridurre le proprie emissioni di almeno il 20 per cento entro 2020. Non ci sono alternative: per raggiungere questo obiettivo, l'Italia dovrà riportare le proprie emissioni sotto controllo e dire NO al carbone, chiudendo gli impianti obsoleti come quello Enel di Brindisi.

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