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Cambiamento climatico e scioglimento dei ghiacciai.

Cambiamento climatico e scioglimento dei ghiacciai.

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Italia — Inverno torrido al sud. Devastanti cicloni al nord. Europa e Stati Uniti accusano il colpo degli effetti del riscaldamento globale. E le assicurazioni registrano un aumento dei danni legati ai fenomeni climatici estremi. Il tema è più che attuale. E proprio oggi, in Italia, esce nei cinema "The Unconvenient Truth", il film di Al Gore sui cambiamenti climatici. IL TRAILER

In questo film - realizzato dal regista Davis Guggenheim - vengono mostrate alcune immagini scioccanti: si tratta di fotografie scattate sul Kilimangiaro e sulla catena dell'Himalaya dalle quali si comprende con quale drammatica velocità si stiano sciogliendo i più grandi ghiacciai del pianeta. Ma situazioni simili capitano anche negli Stati Uniti. Gore dimostra infatti come nel suggestivo Glacier National Park siano ormai pochi i ghiacciai rimasti. E l'Italia non è da meno. Una spedizione di Greenpeace sulla Marmolada ha, di recente, documentato lo scioglimento dei ghiacciai alpini. Di questo passo, ci serviranno costume da bagno e ombrellone per andare in montagna.

Dal regista Davis Guggenheim, reduce dal successo ottenuto al Sundance 
Film Festival, esce oggi in Italia "Una scomoda verità. Una minaccia 
glabale". Il protagonista è niente meno che il vice presidente Al 
Gore. Nel 2005, in America si sono registrate le più disastrose 
calamità naturali della storia. Ci stiamo avvicinando a un punto di 
non ritorno e Gore non usa mezzi termini per spiegare la preoccupante 
situazione. La sua storia personale si alterna ai dati e alle 
previsioni future.

Dal regista Davis Guggenheim, reduce dal successo ottenuto al Sundance Film Festival, esce oggi in Italia "Una scomoda verità. Una minaccia glabale". Il protagonista è niente meno che il vice presidente Al Gore. Nel 2005, in America si sono registrate le più disastrose calamità naturali della storia. Ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno e Gore non usa mezzi termini per spiegare la preoccupante situazione. La sua storia personale si alterna ai dati e alle previsioni future.

L'impatto di queste foto sull'immaginario collettivo è innegabile. Ma, purtroppo, non è in gioco soltanto l'integrità del nostro immaginario. Non rischiamo solo di perdere la poesia di alcuni dei paesaggi più belli e suggestivi del mondo. C'è una dimensione del rischio molto più concreta e quantificabile. Il sistema finanziario è in allarme. Già da tempo le maggiori compagnie assicurative internazionali diffondono dati e rapporti che meritano di essere presi in considerazione.

Secondo Munich Re, i danni legati ai cambiamenti climatici sono passati da una media di 4 miliardi / anno degli anni ottanta ai 40 miliardi / anno degli anni novanta, con un picco di 225 miliardi nel 2005. Secondo la compagnia assicurativa Swiss Re le perdite dovute a tempeste invernali, come quella causata dal ciclone Kyrill, sono attualmente pari a 2,6 miliardi di euro in Europa. Tra 80 anni si potrà raggiungere quota 3,5 miliardi di euro. Questo metterà a dura prova la capacità delle assicurazioni di far fronte ai rischi dei cambiamenti climatici.

Per fermare il riscaldamento globale bisogna che i Paesi industrializzati abbattano le proprie emissioni del 30 per cento al 2020 e di oltre il 60 per cento al 2050. L'Italia è in colossale ritardo nel rispetto degli obblighi di Kyoto e delle rinnovabili.

La soluzione è nell'efficienza energetica e nello sfruttamento delle fonti rinnovabili. Il 34 per cento dell'energia mondiale potrà arrivare dal vento entro il 2050. Il vento permetterà di "risparmiare", ossia di non emettere in atmosfera, ben 110 miliardi di tonnellate di CO2 da qui al 2050, pari alle emissioni di anidride carbonica dell'intera Europa in circa 25 anni. Anche il solare fotovoltaico è in forte crescita e fornirà energia a oltre un miliardo di famiglie nel mondo entro il 2025, creando 2 milioni di nuovi posti di lavoro già nel 2020.

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