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Un fatto è certo: nel settore dei prodotti elettronici si sta affermando una nuova dimensione di competizione tra le aziende. La tutela dell'ambiente sta diventando una vera e propria opportunità economica e di immagine.
Nove delle quattordici aziende presenti nella guida superano ora la "sufficienza". La situazione è nettamente migliorata rispetto all'ultimo aggiornamento realizzato lo scorso dicembre: in quel caso le aziende con una valutazione superiore alla "sufficienza" erano solo quattro.
L'ultimo aggiornamento della eco-guida di Greenpeace.
È molto significativo che al primo posto della classifica ci sia un'azienda cinese, la Lenovo: i rifiuti elettronici sono un grande problema per la Cina che ne produce – e ne importa – una quantità mostruosa. Una valanga di circuiti integrati in disuso dilaga nelle discariche cinesi. I composti chimici pericolosi presenti nei rifiuti inquinano l'ambiente e complicano qualsiasi tentativo di riciclaggio o recupero dei materiali.
Le foto della "rappresentazione" di Greenpeace e alcune "cartoline" scattate in giro per Roma con il banner Green My Apple.
Una triste conferma arriva dalla Apple. L'azienda di Cupertino - che pure è leader nel campo del design - conferma la sua ultima posizione. Steve Jobs - il capo della Apple - non ha dichiarato alcun obiettivo ambientale da quando è stata lanciata la guida.
Sabato scorso - in occasione dell'inaugurazione del primo Apple Store dell'Europa Continentale, a Roma - Greenpeace ha messo in scena una parodia dell'episodio biblico di Adamo ed Eva - Steve and Eve – per invitare Steve Jobs a cedere alla tentazione della mela verde e regalare a tutti gli utenti Mac una Apple più ecologica. Sempre a Roma, nel pomeriggio, in Piazza Campo dei Fiori, i nostri attivisti hanno invece distribuito ai passanti mele biologiche e materiale informativo della campagna Green my Apple.