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Lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l'impiego di sostanze chimiche pericolose nella produzione di prodotti tecnologici come personal computer e cellulari rappresentano una vera e proprio emergenza ambientale.
IngrandisciCon la nuova Eco-guida viene chiesto alle aziende di mostrare anche un impegno nella riduzione globale delle emissioni di gas a effetto serra, obbligatoria dopo Kyoto. Le aziende oltre che promuovere l'efficienza energetica dei loro prodotti, devono impegnarsi anche a ridurre le emissioni durante tutto il processo produttivo.
Oggi, il settore della Information and Communications Technology (ICT) detiene il 2 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra, le stesse prodotte dall'aviazione. Essendo una delle industrie più innovative e in crescita esponenziale, dovrebbe assumersi la leadership nel combattere il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle proprie emissioni di CO2. Sia dirette che indirette.
I giganti dell'elettronica sono attenti alle loro performance ambientali, ma solo su alcuni aspetti, ignorandone altri di uguale importanza. Philips, per esempio, si posiziona bene sui criteri relativi a energia e chimica, mentre ottiene un punteggio pari a zero per quanto riguarda la gestione dei propri rifiuti: non possiede un programma globale di recupero dei prodotti a fine vita.
Molte aziende ottengono un buon punteggio sull'efficienza energetica dei loro prodotti, fabbricati in linea con quanto previsto dagli standard Energy Star, un programma congiunto del Dipartimento Energia e Agenzia di Protezione dell'Ambiente degli Stati Uniti. I migliori in campo sono Sony Ericsson e Apple con tutti i modelli che rispettano - e a volte superano - i requisiti previsti dall'Energy Star.
Sony Ericsson si aggiudica il primo posto grazie al pieno punteggio sulla sua politica di gestione chimica. Tutti i nuovi modelli Sony Ericsson non hanno PVC e quelli già in commercio a partire da gennaio scorso sono anche privi di antimonio, berillio e ftalati.
L'obiettivo dell'Eco-guida di Greenpeace è mostrare quale azienda voglia davvero diventare leader ambientale, conformandosi ai nuovi criteri:
- eliminare altre sostanze pericolose oltre il PVC e i ritardanti di fiamma;
- aumentare i materiali riciclati nei nuovi articoli e la percentuale di riciclo di quelli vecchi;
- ridurre l'impatto sul clima.