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Lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l'impiego di sostanze chimiche pericolose nella produzione di prodotti tecnologici come personal computer e cellulari rappresentano una vera e proprio emergenza ambientale.
IngrandisciL'Ecoguida di Greenpeace è stata pubblicata per la prima volta ad agosto 2006. Da allora molte multinazionali si sono attivate per eliminare le sostanze pericolose nelle loro filiere produttive e assumersi la responsabilità di gestire i rifiuti prodotti.
È giunto il momento di fare il passo successivo e assumersi nuovi impegni. L'industria elettronica deve abbattere l'impatto ambientale delle sue filiere anche sul piano del clima, riducendo le sue emissioni di gas serra. A livello globale le produzioni industriali sono causa del 2 per cento di immissione di CO2 in atmosfera.
La coerenza delle politiche implementate da Samsung e la piena adozione del principio di responsabilità del produttore da parte di Toshiba hanno permesso a queste due aziende di posizionarsi in testa alla classifica. Al contrario multinazionali come Philips, Panasonic e Sharp continuano a ignorare ogni tipo di responsabilità legata ai rifiuti prodotti dai loro articoli a marchio.
I miglioramenti adottati da Motorola nelle operazioni di ritiro e riciclo dei prodotti a fine vita hanno fatto passare l'azienda dalla 14esima alla 12esima posizione dell'Eco guida. Nokia, non avendo migliorato questo servizio in India e Russia, matura ancora punti di penalità. Nintendo passa da 0 a 0,3 punti grazie alla politica di gestione dei composti chimici, ma non ottiene alcun punteggio su tutti gli altri criteri.