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Le fonti rinnovabili sono fondamentali per la rivoluzione dell'energia, ma da sole non bastano. Serve anche investire in efficienza energetica.
IngrandisciIl rapporto presentato oggi nel corso di una conferenza stampa è stato commissionato da Greenpeace al gruppo eERG del Politecnico di Milano e raccoglie dati, informazioni ed elaborazioni tecniche che il gruppo del Politecnico ha sviluppato sin dal 1996 in diversi studi condotti sia in campo internazionale che in campo italiano.
Il cambiamento climatico è la sfida ambientale del ventunesimo secolo. Per evitare che il surriscaldamento globale diventi una vera e propria catastrofe per l'umanità intera serve quella che Greenpeace ha definito una "Energy Revolution". L'efficienza energetica è una leva fondamentale di questa strategia perchè le fonti rinnovabili - peraltro necessarie - da sole non bastano: serve un aumento significativo dell'efficienza negli usi finali e nella produzione di energia.
Secondo lo studio presentato oggi, esiste in Italia un potenziale di efficienza enorme, anche superiore al 20 per cento dei consumi globali. E i dati presi in esame sono sottostimati, perché derivano da ipotesi cautelative: sono state considerate solo tecnologie già disponibili sul mercato e i modelli di calcolo hanno analizzato solo gli interventi per i quali sono disponibili maggiori dati e informazioni (lampade, motori industriali, frigocongelatori, monitor, apparecchiature industriali e lavatrici etc.).
Con le tecnologie già disponibili - delle quali sono noti i costi - si possono risparmiare 103 miliardi di kilowattora all'anno. Su un totale di 103 miliardi di kilowattora ben 83 sono economicamente convenienti rispetto alla produzione di elettricità da nuovi impianti. Il grafico mostra la ripartizione percentuale di questi kilowattora in quattro macro-settori (industria, terziario commerciale, servizi pubblici e residenziale).
L'efficienza energetica è una "risorsa disponibile" da sfruttare in fretta. La soluzione al cambiamento climatico è a portata di mano. Serve la volontà della politica. Se vogliamo tradurre il rapporto in obiettivi di governo, gli obiettivi di risparmio energetico oggi previsti al 2009 nel settore elettrico, vanno aumentati di 15 volte entro il 2020.