Lo sfruttamento dell'energia nucleare per la produzione dell'energia elettrica è una scelta rischiosa che negli anni, incidente dopo incidente, disastro dopo disastro, ha dimostrato di non essere conveniente.
IngrandisciÈ un'operazione illegittima. Lo studio di fattibilità del progetto, previsto per aprile, non è stato ancora completato e nessuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale è stata avviata negli ultimi vent'anni dalle autorità locali. Enel si guarda bene dal richiedere l'avvio di un processo di consultazione pubblica.
È un'operazione pericolosa. I due fatiscenti reattori slovacchi di tipo VVER-440/213 risalgono ai primi anni Settanta e, non potendo essere migliorati i livelli di sicurezza, non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza richiesti dall'Europa. Nel 2012 - una volta ultimati i lavori - i reattori avranno oltre 40 anni.
La ERBD, la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, si rifiutò di finanziarne il completamento, mentre un reattore dello stesso tipo venne chiuso nel 1990 a Greisfwald, in Germania, poco dopo essere entrato in funzione. Anche la costruzione di altre tre unità di terza generazione VVER, più nuove di quelle che Enel dovrà completare a Mochovce, furono bloccate dalle autorità tedesche dopo la riunificazione della Germania.
È un pessimo affare. Di un'industria la cui proprietà è ancora per una quota nelle mani dello stato. Nel complesso è un investimento maggiore di quello che, secondo il piano industriale di Enel, è stato effettuato in Italia per realizzare cinquemila megawatt di impianti a gas a ciclo combinato.
Per acquistare la società "Slovasnke Elektrarne" ed entrare - in questo modo - nel mercato elettrico slovacco, Enel accetta di finanziare un progetto assurdo. In termini di sicurezza. E di costi.
"La vera rivoluzione è non cambiare il Mondo" recita la campagna pubblicitaria di Enel... Che esempio di coerenza questo investimento! E, per di più, a vent'anni della catastrofe di Cernobyl.