Attivisti scrivono "G8 STOP THIS" nella azione alla centrale di Civitavecchia
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Roma, Italia —
La speranza di significativi progressi sul clima al MEF (Major Economies Forum) è stata affondata ieri, all'Aquila, per l’assenza di leadership mostrata dai capi di governo del G8. L’onere di prendere le prime decisioni per far progredire i negoziati sul clima spettava ai cosiddetti leader dei Paesi più ricchi del mondo: hanno fallito.
Il dialogo in occasione del MEF serviva a creare una maggior reciproca
fiducia tra Paesi ricchi e Paesi emergenti, per definire una
responsabilità condivisa e proporzionale su un tema cruciale come
quello del clima. Ma i capi delle nazione più ricche del Pianeta non
sono riusciti a mettersi d’accordo al G8: nessuna decisione a proposito
di obiettivi vincolanti, e a medio termine, di riduzione delle
emissioni di gas serra, e nemmeno un chiaro impegno a investire per
combattere cambiamento climatico e deforestazione nei Paesi in Via di
Sviluppo. È chiaro che sono stati loro e solo loro ad aver affossato il
negoziato al MEF.
“Quelli del G8 cercano di dar la colpa a India e Cina per il loro
fallimento, una bugia degna di Pinocchio”, dichiara Giuseppe Onufrio,
direttore esecutivo di Greenpeace Italia, dall’Aquila: “Questo
fallimento è il fallimento del G8”.
I Paesi del G5 (Cina, Brasile, India, Messico e Sud Africa) ieri si
sono schierati per una riduzione del 40% entro il 2020. Ciò sottolinea
– come ha ribadito ieri il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban
Ki-Moon – che l’ostacolo maggiore resta il fatto che il G8 e le altre
nazioni sviluppate continuano a rifiutarsi di adottare collettivamente
rigidi obiettivi a medio termine per la riduzione delle emissioni di
gas serra (se non altro per porre rimedio al deficit di fiducia che si
è creato dopo anni di inazione da parte loro).
“Senza un impegno dei Paesi ricchi a investire ogni anno 106 milioni di
dollari per permettere ai Paesi in Via di Sviluppo di contrastare
cambiamenti climatici e deforestazione”, commenta Onufrio, “la frattura
tra paesi ricchi e paesi poveri continuerà ad allargarsi”.
Tocca al G8 fare il primo passo. Sono queste nazioni, infatti, le
principali responsabili per il riscaldamento globale che sta
determinando importanti cambiamenti climatici. Esse producono da sole
quasi la metà delle emissioni di CO2, mentre tutti i Paesi in via di
sviluppo presenti nel MEF non arrivano a un quarto. E sono i Paesi del
G8 che hanno mostrato il minor impegno ad impegnarsi all’azione.