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"Un grembo. Non un deposito chimico". Lo slogan campeggia sul pancione 
delle volontarie che si sono sottoposte alle analisi del sangue. Tra 
le volontarie anche Vittoria Polidori, responsabile della campagna 
Inquinamento di Greenpeace Italia.

"Un grembo. Non un deposito chimico". Lo slogan campeggia sul pancione delle volontarie che si sono sottoposte alle analisi del sangue. Tra le volontarie anche Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

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Roma, Italia — Domenica 14 maggio è la Festa della mamma, ma quali sostanze passano attraverso il cordone ombelicale dalla madre al figlio? Ftalati, ritardanti di fiamma e muschi artificiali sono le sostanze persistenti, bioaccumulabili e potenzialmente tossiche, capaci di attraversare la placenta. Sono state trovate anche nel sangue del cordone ombelicale e nel liquido amniotico e possono mettere a rischio lo sviluppo del feto.

Con lo slogan "Un grembo. Non un deposito chimico" sul pancione, Vittoria Polidori, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace, ha varcato questa mattina la soglia dell'Ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina, a Roma. Con lei Silvia, che insieme a Vittoria e ad altre tre volontarie, si è sottoposta alle analisi del sangue. L'indagine di Greenpeace svela nuovi dati sulla presenza di alcuni contaminanti ambientali nel sangue di donne in gravidanza. Ftalati, ritardanti di fiamma e muschi artificiali, impiegati quali additivi nei beni di consumo, sono stati rivenuti nei campioni, analizzati da un laboratorio olandese. I risultati sono pubblicati nel rapporto "La chimica in grembo", presentato oggi da Greenpeace.

"È arrivato il momento di fermare l'anarchia che regna nel mondo delle produzioni chimiche per spingere il settore verso la ricerca e l'innovazione, promuovendo in questo modo una chimica verde, che non comprometta la salute dell'uomo e la tutela dell'ambiente" afferma Vittoria Polidori. "È per questo motivo che ho deciso di sottopormi ad un prelievo di sangue, con altre quattro volontarie, per pubblicare nuovi dati sulla presenza di composti indesiderati nel nostro corpo, questa volta relativi all'Italia. Ho deciso di farlo perchè voglio capirne di più, voglio informare l'opinione pubblica, ma soprattutto voglio spingere i nostri politici, i deputati italiani alla UE ed il nostro governo, ad emanare una legge che conduca davvero ll'eliminazione dei composti potenzialmente pericolosi per noi e per i nostri bambini".

Per il dottor Giuseppe Latini, direttore dell'Unità operativa neonatologia all'Ospedale "Perrino" di Brindisi, l'impatto sul sistema ormonale può giocare un ruolo critico nel controllo della crescita nei primi stadi di vita e quindi causare effetti irreversibili sullo sviluppo del bambino. Alcune patologie possono svilupparsi solo diversi anni dopo l'esposizione chimica: anche se il danno potrebbe insorgere ad uno stadio precoce, le conseguenze sanitarie sarebbero percepibili solo in fase adulta.

Secondo Greenpeace è la dimostrazione dell'inefficacia del sistema attuale di regolamentazione delle sostanze chimiche e dell'impossibilità di gestire e "controllare in modo adeguato" i composti particolarmente pericolosi. Oggi abbiamo l'opportunità di cambiare le cose. È in corso di revisione all'Unione europea la normativa sulle sostanze chimiche, definita REACH (Registrazione, Valutazione ed Autorizzazione delle Sostanze Chimiche) che se opportunamente rinforzata potrà fornire lo strumento utile alla nostra tutela". REACH, tuttavia, è ostacolata da una potente lobby, che ha indebolito gradualmente il testo originariamente proposto, divenendo una delle proposte di legge più dibattute nella storia europea. In una "cyberazione" lanciata oggi, si chiede all'UE la rapida approvazione di tale normativa migliorata in diversi aspetti. Greenpeace, in particolare, chiede di adottare l'obbligo di sostituzione dei composti dannosi per l'uomo e per l'ambiente quando alternative più sicure siano già disponibili.

Per presentare questo nuovo rapporto non poteva esserci sede migliore dell'Ospedale Fatebenefratelli. Ne è convinto anche il professore Pietro Quattrocchi, presidente del Comitato etico dell'Ospedale, che è intervenuto sottolinenando come questa iniziativa sia importante per rinforzare l'imperativo etico di coniugare la cura delle fonti della vita con la cura dell'ambiente.Bisogna prevenire anziché intervenire solamente quando i danni sono già irreparabili.

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La chimica in grembo - Analisi di contaminanti ambientali nel sangue di donne in gravidanza

12 Maggio 2006

Greenpeace Italia ha commissionato un'indagine scientifica a un laboratorio olandese esterno ed indipendente - il TNO Environment and Geosciences - per raccogliere nuovi dati sulla presenza di alcuni contaminanti ambientali nel sangue di donne in gravidanza. I campioni di sangue, donati da cinque volontarie italiane, sono stati analizzati per ricercare la presenza di tre gruppi di composti: gli ftalati, i ritardanti di fiamma e i muschi artificiali. I risultati della ricerca confermano la presenza di sostanze estranee al nostro corpo. In tutti i campioni analizzati sono stati trovati i tre gruppi di composti ricercati, in concentrazioni paragonabili a altri studi condotti in passato.

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Appello REACH

23 Settembre 2005

Le associazioni italiane Altroconsumo, Ambiente e Lavoro, A.M.I.C.A., Amici della Terra, Associazione Italiana Medici per l'Ambiente, Comitato per la Bellezza, CGIL, CISL, UIL,Greenpeace, IRES, ISSI, Legambiente, Medicina Democratica, Movimento Difesa del Cittadino, WWF, Adiconsum, Green Cross Italia, VAS chiedono, con questo appello, la rapida approvazione e il rafforzamento di REACH (il regolamento sulla chimica proposto alla UE) , affinché divenga una legislazione più efficace e rigorosa sulle sostanze chimiche, a tutela della salute e dell'ambiente.

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REACH - Esempi pratici di applicazione del principio di sostituzione

28 Febbraio 2005

Questo documento che è un estratto del rapporto in inglese "Safer Chemicals Within Reach – Using the substitution principle to drive green chemistry" contiene alcuni esempi pratici di sostituzione di composti chimici classificabili come "sostanze estremamente problematiche".

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