Greenpeace ha raccolto 30.000 firme per dire no ai sussidi statali a favore degli inceneritori, che, secondo i dati ufficiali, emettono più CO2 della media delle altre fonti di energia.
IngrandisciLa produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti riceve infatti sovvenzioni sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi destinati alle fonti rinnovabili. Un vero e proprio paradosso che grava sulle tasche dei cittadini, costretti a pagare nella bolletta energetica una "tassa invisibile" che finanzia i termovalorizzatori, invece di promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Ma non è tutto. C'è infatti un altro grande paradosso: secondo i dati ufficiali della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, gli inceneritori emettono, a parità di energia prodotta, più anidride carbonica rispetto alla media delle altre fonti energetiche [ vedi tabella ]. Questo significa che gli incentivi destinati in teoria alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2 – contribuiscono, in realtà, ad aumentare le emissioni, allontanandoci dal rispetto delle scadenze e degli impegni previsti dal Protocollo di Kyoto.