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Come si vede dalla foto, la costruzione dei reattori di Mochovce è in 
stato molto avanzato: è troppo tardi per intervenire per migliorare la 
sicurezza degli impianti.

Come si vede dalla foto, la costruzione dei reattori di Mochovce è in stato molto avanzato: è troppo tardi per intervenire per migliorare la sicurezza degli impianti.

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Roma, Italia — Ieri pomeriggio il terremoto in Giappone ha provocato un incendio nella centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa. Un litro e mezzo di acqua radioattiva fuoriesce dai reattori e finisce in mare. Le catastrofi naturali e gli errori umani sono difficilmente controllabili. Ritorna l'incubo Cernobyl. E sugli impianti si stende l'ombra del terrorismo. Greenpeace ammonisce Enel sui suoi pericolosi investimenti.

L'industria nucleare giapponese, la TEPCO, ha taciuto l'incidente per cinque ore, poi ha sminuito le sue conseguenze. Non è la prima volta. Altro esempio recente di mancata trasparenza è l'incidente alla centrale nucleare di Kummel, in Germania, lo scorso giugno. In quel caso i responsabili hanno negato i problemi causati dall'incendio, mentre l'autorità nucleare tedesca ha ammesso i malfunzionamenti che hanno messo il reattore a serio rischio.

Eppure oggi si continua a investire sul nucleare. Non è in questo modo che salveremo il pianeta dai cambiamenti climatici. Costosa, lenta da costruire e anti-economica l'energia nucleare dovrebbe essere eliminata come alternativa per ridurre i gas serra. Lo dimostra il recente rapporto di Greenpeace "I costi economici del nucleare".

Il problema non è legato soltanto alle nuove centrali nucleari, ma anche - e soprattutto - agli investimenti che vengono fatti per prolungare la vita di vecchi impianti inevitabilmente insicuri. Per questo Greenpeace è fortemente critica sugli investimenti nucleari di ENEL a Mochovce, dove verranno completati due reattori sovietici di progettazione degli anni Settanta, senza guscio di protezione da eventi esterni. Altamente rischioso è anche il progetto nucleare sovietico di Belene in Bulgaria, in zona sismica.

Se i progetti di Mochovce e Belene saranno realizzati, costeranno più di tutti gli investimenti di ENEL sulle fonti rinnovabili. Un primato imbarazzante!

Documenti collegati

I costi economici del nucleare

02 Maggio 2008

Questo rapporto, elaborato da un gruppo di ricercatori indipendenti, dimostra come a causa dei costi, dei lunghi periodi di costruzione, degli enormi contributi richiesti, delle preoccupazioni riguardo alla sicurezza e alle incertezze legate a tecnologie non ancora provate, le centrali nucleari rappresentino un pericoloso e costoso diversivo per le politiche di salvaguardia del clima globale. Esistono alternative molto più efficaci, sicure e meno costose come le tecnologie che usano le fonti rinnovabili e quelle che aumentano l'efficienza energetica.

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