Come si vede dalla foto, la costruzione dei reattori di Mochovce è in stato molto avanzato: è troppo tardi per intervenire per migliorare la sicurezza degli impianti.
IngrandisciL'industria nucleare giapponese, la TEPCO, ha taciuto l'incidente per cinque ore, poi ha sminuito le sue conseguenze. Non è la prima volta. Altro esempio recente di mancata trasparenza è l'incidente alla centrale nucleare di Kummel, in Germania, lo scorso giugno. In quel caso i responsabili hanno negato i problemi causati dall'incendio, mentre l'autorità nucleare tedesca ha ammesso i malfunzionamenti che hanno messo il reattore a serio rischio.
Eppure oggi si continua a investire sul nucleare. Non è in questo modo che salveremo il pianeta dai cambiamenti climatici. Costosa, lenta da costruire e anti-economica l'energia nucleare dovrebbe essere eliminata come alternativa per ridurre i gas serra. Lo dimostra il recente rapporto di Greenpeace "I costi economici del nucleare".
Il problema non è legato soltanto alle nuove centrali nucleari, ma anche - e soprattutto - agli investimenti che vengono fatti per prolungare la vita di vecchi impianti inevitabilmente insicuri. Per questo Greenpeace è fortemente critica sugli investimenti nucleari di ENEL a Mochovce, dove verranno completati due reattori sovietici di progettazione degli anni Settanta, senza guscio di protezione da eventi esterni. Altamente rischioso è anche il progetto nucleare sovietico di Belene in Bulgaria, in zona sismica.