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Impianto eolico. Dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è 
cresciuta di dodici volte.

Impianto eolico. Dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte.

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Roma, Italia — In occasione del Live Earth, Greenpeace lancia il rapporto "Future Investment": è l'approfondimento finanziario di "Energy [R]evolution". i dati dimostrano che produrre energia con le fonti rinnovabili e investire in efficienza ci farà spendere dieci volte meno. Gli uomini d'affari si tolgono le cravatte. Ma dovrebbero invece rimboccarsi le maniche per mettere in atto le giuste politiche energetiche. Prima che sia troppo tardi.

"Future Investment" è il primo rapporto che effettua un'analisi globale dei costi necessari per avviare la rivoluzione energetica che salverà il Pianeta dalla minaccia dei cambiamenti climatici. Sole, vento, idroelettrico, geotermico e biomasse ci permetterebbero di risparmiare 180 miliardi di dollari all'anno e di ridurre della metà le emissioni di CO2 del settore elettrico entro il 2030.

Gli investimenti annui necessari per avviare la Rivoluzione energetica nel mondo sono pari a 22 miliardi di dollari. Grazie ai quali, però, si risparmiano 202 miliardi ogni anno – dieci volte tanto – rappresentati dai costi dei combustibili fossili che alimentano centrali elettriche e impianti di generazione.

Energy Revolution - benefici economici*

Tutti i dati in miliardi di dollari

                                                           
Investimenti cumulatiInvestimenti totaliInvestimenti annui
2003-20102011-20202021-20302004-20302004-2030
Investimenti per avviare la rivoluzione energetica
Nucleare-222-190-168-581-22
Fonti Fossili-325-628-762-1714-63
Rinnovabili113110516722890107
Totale-43428774259522
Costo evitato per risparmio di carburanti fossili
Carbone1347801753266799
Gas naturale1914866383131
Petrolio1277001135196273
Totale281162835515459202
Risparmio complessivo rivoluzione energetica
TOTALE715134128094864180
* Solo generazione elettrica

Al contrario, uno sviluppo energetico basato sulle fonti fossili metterebbe a serio rischio il futuro dell'ambiente e della specie umana. Lo scenario ‘business as usual', infatti, porterà alla costruzione di circa diecimila nuove centrali per la produzione di energia, contribuendo alla crescita del 50 per cento delle emissioni mondiali di gas serra al 2030 e un loro raddoppio al 2050. Inoltre, i costi per riparare i danni causati dal riscaldamento globale - come già indicato dall'IPCC - saranno enormemente superiori agli investimenti richiesti per evitare che il clima cambi.

Nei prossimi dieci anni molti impianti e centrali dovranno essere rinnovati o sostituiti, mentre economie emergenti come Cina, India e Brasile stanno rapidamente realizzando nuove infrastrutture energetiche. È un'occasione da cogliere al balzo per evitare di perdere altro tempo prezioso.

L'Energy Revolution non è solo un imperativo ambientale, ma è conveniente in termini economici: contribuirà a stabilizzare i costi energetici mondiali, favorendo la risoluzione di tensioni e conflitti per il controllo delle risorse.

Rapporti collegati

Futu[r]e Investment - A sustainable investment plan for the power sector to save the climate [ in inglese ]

06 Luglio 2007

Questo rapporto - leggi la sintesi in italiano - diffuso da Greenpeace ed Erec (European Renewable Energy Council), dimostra che produrre energia con le fonti rinnovabili e investire in efficienza costa dieci volte meno che continuare a usare combustibili fossili. Sviluppando l'eolico, il solare, la geotermica e le biomasse, non soltanto si ridurrebbero di metà le emissioni di CO2 del settore elettrico entro il 2030, ma si risparmierebbero 180 miliardi di dollari all'anno.

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Energy [R]evolution: A sustainable World Energy Outlook [ in inglese ]

25 Gennaio 2007

Il rapporto "Energy [R]evolution: A sustainable World Energy Outlook", lanciato oggi da Greenpeace in tutto il mondo e sviluppato insieme a EREC – European Renewable Energy Council, fornisce la prima strategia globale e dettagliata su come ristrutturare il sistema energetico mondiale, consentendo un taglio delle emissioni globali di CO2 di quasi il 50 per cento entro i prossimi 43 anni.

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