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Greenpeace in azione a Gerusalemme per dire NO al nucleare e SI alla 
pace in Medio Oriente. Contemporaneamente La nave ammiraglia della 
flotta di Greeenpeace, la Rainbow Warrior, si trova nei pressi delle 
acque territoriali iraniane.

Greenpeace in azione a Gerusalemme per dire NO al nucleare e SI alla pace in Medio Oriente. Contemporaneamente La nave ammiraglia della flotta di Greeenpeace, la Rainbow Warrior, si trova nei pressi delle acque territoriali iraniane.

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International — Un'area libera dal nucleare, in Medio Oriente, per un futuro di pace e stabilità: è l'appello che Greenpeace ha lanciato in contemporanea da Gerusalemme e dalla Rainbow Warrior, nel Golfo Persico. Intanto una buona notizia arriva dalla Corea del Nord, che fa marcia indietro sul nucleare e decide di smantellare i suoi impianti.

La Rainbow Warrior aveva questa volta un obiettivo davvero ambizioso: raggiungere il porto iraniano di Bushehr e offrire al governo iraniano i risultati di un'importante ricerca, secondo la quale l'Iran potrebbe soddisfare il proprio fabbisogno energetico puntando solo su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Senza ricorrere al nucleare. E senza petrolio o gas. Le autorità hanno negato alla nostra nave l'ingresso nelle acque territoriali iraniane. Ma il messaggio è partito ugualmente.

Gli attivisti di Greenpeace hanno, in contemporanea, protestato contro la minaccia nucleare davanti alla Knesset, il parlamento israeliano. Si continua, infatti, a discutere sul diritto di uno stato al nucleare. Bisognerebbe chiedersi, invece, cosa ci sia di sensato nella scelta del nucleare, con tutti i rischi che esso comporta.

Mentre l'Iran blocca la Rainbow Warrior, dall'Estremo Oriente arriva una notizia che Greenpeace accoglie con favore: la Corea del Nord annuncia lo smantellamento dei suoi impianti nucleari. È un importante progresso sulla strada del disarmo. L'esempio della Corea del Nord mostra che c'è un legame tra energia nucleare e armi nucleari: qualsiasi tecnologia nucleare incentiva la proliferazione atomica e rappresenta il principio di un disastro.

In Medio Oriente i rischi sono ancora più alti. Si tratta di una delle aree più instabili del mondo, dove praticamente ogni paese ha manifestato l'intenzione di sviluppare un programma nucleare, in aggiunta a Iran e Israele. Il Medio Oriente deve cominciare ad agire per la creazione di un'area libera dal nucleare, come unica alternativa possibile alla totale nuclearizzazione della regione. Diverse Ong iraniane hanno inviato messaggi di amicizia alla Rainbow Warrior e fornito grande supporto. Anche se il porto iraniano è off-limit, Greenpeace non si arrende: continuerà a trasmettere il suo messaggio di pace in Medio Oriente. Per altre vie. Con altri mezzi. Ma con la stessa determinazione di sempre. 

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