Dalla Yushin Maru, nave da caccia della flotta giapponese, parte un primo arpione che ferisce una balena. Ma servono altri tre colpi di arpione per uccidere la balena ferita in fuga.
IngrandisciIl "Great Whale Trail" è una collaborazione tra Greenpeace e scienziati che lavorano sulle megattere nel Pacifico Meridionale. Con il sostegno finanziario di Greenpeace, scienziati del "Center for Cetacean Research" e della "Opération Cétacés" hanno applicato rispettivamente trasmettitori satellitari a esemplari di megattere a Roratonga e in Nuova Caledonia. Questo progetto fornirà dati cruciali per stabilire le rotte delle balene, l'uso del loro habitat e la struttura delle loro popolazioni.
Greenpeace è da sempre in prima linea a difesa delle balene. Innumerevoli spedizioni di attivisti - ricordiamo tutti l'avventura dell'italiana Caterina Nitto - che, a bordo dei gommoni, si lanciano tra gli arpioni delle baleniere e le balene, proteggendone la fuga. Il nuovo progetto "Great Whale Trail" è un programma di ricerca non letale nato per dimostrare che le balene non devono morire per la scienza. Negli ultimi mesi, infatti, il monitoraggio delle balene nel Pacifico Meridionale ha già prodotto risultati molto interessanti. Senza uccidere nemmeno una balena.
Le balene in video...
I giapponesi, invece, hanno ucciso migliaia di balene, con risultati scientifici impresentabili. Purtroppo anche quest'anno la "caccia baleniera scientifica" del Giappone ha in programma di uccidere in Antartide 935 balenottere minori, 50 megattere e 50 balenottere comuni. Queste ultime due specie sono considerate a rischio: quattro volte più grosse delle balenottere minori, sono commercialmente più appetibili.
Vittime della caccia baleniera giapponese in Antartide potrebbero essere anche le megattere di piccole popolazioni minacciate del Pacifico Meridionale, dove molti Paesi hanno fiorenti attività di whale watching. Sono tanti i turisti che vogliono osservare le balene da vive e non certo assistere al loro massacro.
In Giappone la carne di balena resta invenduta, mentre molti Stati insulari del Pacifico hanno sviluppato un'industria del whale watching che vale milioni di dollari. Uccidendo le balene, il Giappone mette a rischio anche l'economia di questi Paesi in Via di Sviluppo.