Ogni due secondi viene distrutta un'area di foresta grande quanto un campo di calcio. Circa l'80 per cento delle foreste primarie è andato perduto o è comunque stato degradato.
Ingrandisci"Le salvi chi può" – da un'idea dell'Associazione Culturale Melacotogna – nasce in collaborazione con Greenpeace, Gruppo FSC-Italia e Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole del Comune di Roma. Sandra Petrignani e Lidia Ravera, scrittrici da anni testimonial del progetto Greenpeace "Scrittori per le foreste" saranno la madrine della mostra.
La distruzione delle ultime grandi foreste primarie procede a ritmi preoccupanti. E questo anche perché i consumatori non vengono adeguatamente informati. Non tutti sanno che grandi quantità di legno - a volte molto raro e pregiato - destinate ai mercati dei paesi più ricchi come l'Italia, vengono sottratte a foreste che, spesso, non riusciranno mai a rigenerarsi. Ecosistemi intatti vengono distrutti anche per produrre oggetti ai quali si dà scarso valore, come la carta igienica o gli stuzzicadenti.
Greenpeace indaga costantemente sul taglio illegale e sugli incendi nelle ultime foreste primarie, facendo pressione sui governi. In Indonesia, grazie a decine di volontari e ricercatori, è nato il campo di resistenza forestale di Riau per denunciare la distruzione delle torbiere. A Riau si dimostra in maniera inequivocabile lo stretto legame tra la distruzione delle foreste e i cambiamenti climatici. Gli stati firmatari del protocollo di Kyoto - che si riuniranno a Bali dal 3 al 14 dicembre prossimo - non possono negare l'evidenza.
In questo scenario, anche in Italia, diventa fondamentale utilizzare il mercato come punto d'incontro strategico tra i consumatori e i produttori forestali capaci di una gestione sostenibile delle risorse forestali. Il grande pubblico deve sapere che esistono prodotti di carta e legno sostenibili.