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NO CARBONE. GENOVA: III TAPPA TRIPLA AZIONE
Dopo le azioni di Civitavecchia e Fiumesanto, Greenpeace chiede a Enel di accogliere le ripetute richieste della Regione Liguria e chiudere l'impianto al più presto. E' assurdo rimandare al 2020. È possibile, infatti, sostituire la potenza della Lanterna con fonti pulite come eolico e solare. Il potenziale eolico raggiungibile al 2020 in Liguria è pari a 280 MW e permetterà di creare oltre mille posti di lavoro puliti.
La Regione sta prendendo giuste decisioni verso lo sviluppo delle rinnovabili, come nel caso del progetto eolico nel porto di Genova o l'apertura di un polo per il solare fotovoltaico a Ferrania. E' questa la direzione da seguire, così come richiedono gli obiettivi vincolanti imposti dalla normativa europea al 2020.
Ad oggi la Liguria è ancora uno dei maggiori poli di utilizzo del carbone in Italia, con ben tre impianti sul suo territorio. Negli ultimi anni le emissioni di queste tre centrali sono aumentate e rappresentano oggi circa la metà delle emissioni totali di CO2 della regione.
Enel è il primo emettitore di CO2 in Italia. Incurante degli obblighi dell'Italia per il rispetto del Protocollo di Kyoto, la società persegue l'obiettivo di arrivare al 50% della propria produzione elettrica da carbone, pianificando di aggiungere oltre 20 milioni di tonnellate di CO2 al ritardo già accumulato dal Paese. Greenpeace continuerà le sue azioni di protesta contro la realizzazione di nuovi impianti a carbone e per la dismissione delle centrali obsolete.