Skip navigation.
Lo sfruttamento dell'energia nucleare per la produzione dell'energia 
elettrica è una scelta rischiosa che negli anni, incidente dopo 
incidente, disastro dopo disastro, ha dimostrato di non essere 
conveniente.

Lo sfruttamento dell'energia nucleare per la produzione dell'energia elettrica è una scelta rischiosa che negli anni, incidente dopo incidente, disastro dopo disastro, ha dimostrato di non essere conveniente.

Ingrandisci

Roma, Italia — "Quando il combustibile fossile sarà terminato, non si potrà che produrre energia con il nucleare": è questa la tesi del Presidente del Consiglio Berlusconi che è intervenuto di recente sul tema dell'energia. Secondo Greenpeace, è invece un grave errore insistere sul nucleare: dopo anni di ricerca, il problema della gestione delle scorie non è stato ancora risolto. L'elettricità prodotta dagli impianti nucleari è quella più costosa tra le fonti energetiche convenzionali e l'uranio che serve allo sfruttamento dell'energia atomica è un combustibile fossile limitato. Si deve puntare piuttosto su efficienza energetica ed energie rinnovabili. Ma l'Italia, su questo fronte, ha ancora molta strada da fare.

Il nucleare copre oggi il 16 per cento della produzione di elettricità, ovvero meno del 7 per cento del fabbisogno globale di energia. Ai tassi attuali di consumo - senza considerare quindi un eventuale rilancio del settore - le riserve di uranio economicamente sfruttabili si esauriranno nel giro di 50 anni.

Se l'energia nucleare non ha futuro, le scorie prodotte dagli impianti ne hanno fin troppo: rimangono in alcuni casi radioattive per decine e centinaia di migliaia di anni, con effetti disastrosi sull'ambiente e sull'uomo. Nessun paese del mondo è riuscito ancora a risolvere il nodo cruciale della gestione di queste scorie nel lungo periodo: negli Stati Uniti, ad esempio, è stato individuato il sito di smaltimento geologico per le scorie nucleari di Yucca Mountain, ma non si sa ancora come questo sito dovrà essere sigillato, una volta riempito.

L'elettricità prodotta dagli impianti nucleari è inoltre molto più costosa di quanto non si pensi. Non è un caso se gli Stati Uniti - dove gli investimenti sul nucleare sono diminuiti negli ultimi 20 anni - hanno, nel 2005, approvato incentivi a favore del nucleare nell'ordine di 1,8 centesimi per kilowattora. Il rapporto di Greenpeace "Eolo o Plutonio" mostra, invece, come a parità di investimenti l'elettricità prodotta da energia eolica costi meno e crei più occupazione rispetto al nucleare.

Il futuro è delle rinnovabili: le energie pulite come l'eolico e il solare, possono fare da volano per una nuova era di crescita economica ed occupazionale, di innovazione tecnologica e tutela dell'ambiente. Le tecnologie sono già disponibili. Serve la volontà politica di utilizzarle al meglio.

Documenti Collegati

Vento forza 12 [ in inglese ]

30 Giugno 2005

Entro il 2020 il 12% del fabbisogno energetico globale potrà essere soddisfatto grazie all'energia eolica si potranno risparmiare all'atmosfera 11 miliardi di tonnellate di CO2. L'Italia è tuttavia in ritardo nel campo delle energie rinnovabili in generale e dell'eolico in particolare.

Download PDF (2 Mb)

L’esportazione dei rifiuti nucleari italiani all’estero: imbroglio o realtà?

14 Febbraio 2005

Mentre in Italia si riapre il dibattito sul nucleare, il governo italiano, con il decreto Marzano del 2 dicembre 2004, "risolve" in maniera irresponsabile il problema della gestione delle scorie nucleari nazionali inviandole all'estero, in Francia o in Inghilterra dove sono attivi degli impianti per il riprocessamento del combustibile nucleare. Questo rapporto fa il punto della situazione sui rischi sanitari e ambientali legati a questo programma di esportazione e rilancia sulle energie rinnovabili [ eolico e solare ], che rappresentano la vera risposta al problema del fabbisogno energetico.

Download PDF (30 Kb)

Solar Generation II [ in inglese ]

18 Gennaio 2005

"Solar Generation II" è un aggiornamento di un rapporto pubblicato da Greenpeace nel 2001, in collaborazione con l'Associazione Europea dell'Industria Fotovoltaica. Questo rapporto analizza il ruolo che il solare fotovoltaico - con il necessario supporto della politica e delle istituzioni - può avere nei prossimi anni e cerca di capire quanto, nell'arco temporale di una generazione, l'energia solare possa migliorare la nostra qualità della vita attraverso la tutela ambientale e lo sviluppo socioeconomico.

Download PDF (2 Mb)