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Gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione al congresso del WEC - a Roma - per dire NO al nucleare come soluzione al problema dei cambiamenti climatici.
IngrandisciLo scenario è quello della nuova Fiera di Roma. L'azione inizia nel tardo pomeriggio. Durante l'intervento del Premier italiano Romano Prodi, alcuni climber di Greenpeace srotolano un enorme striscione di 3 metri per 5 con un messaggio forte "Chiudiamo la follia nucleare. Rivoluzione energetica subito".
Tra gli sponsor di questo importante appuntamento internazionale ci sono società come Enel, Areva o EDF che vorrebbero vendere il nucleare come risposta ai cambiamenti climatici. Ma la realtà è ben diversa. I tempi di realizzazione degli impianti nucleari sono lunghissimi e non c'è tempo da perdere per salvare il clima: occorre, da subito, abbattere i livelli di emissione di CO2 in atmosfera.
Il nucleare è un vicolo cieco, una tecnologia che da decenni assorbe la maggior parte delle risorse stanziate in Ricerca & Sviluppo dai paesi OCSE, senza che i risultati siano all'altezza degli investimenti. Tutti i problemi strutturali del nucleare sono ancora nodi irrisolti: la gestione delle scorie a lungo termine, la sicurezza intrinseca della tecnologia, il rapporto tra nucleare civile e proliferazione atomica, le scorte di uranio limitate.
Secondo Greenpeace, gli investimenti sul nucleare sono investimenti mancati sulle rinnovabili. Il rapporto "Energy Revolution" di Greenpeace parla chiaro: investendo sulle rinnovabili e sull'efficienza energetica - vedi anche "La rivoluzione dell'efficienza", il rapporto commissionato da Greenpeace al Politecnico di Milano - è possibile rivoluzionare il sistema mondiale dell'energia, dimezzando le emissioni globali di gas serra al 2050.