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Pericolo - colza geneticamente modificata della Monsanto

Occhio alla colza OGM!

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Roma, Italia — Le api lo sanno che bisogna stare alla larga dagli Ogm! Una ricerca canadese rivela, infatti, che nei campi di colza geneticamente modificata si è verificata una forte riduzione del numero delle api presenti insieme a un forte deficit nell'attività di impollinazione.

Le api - insetti fondamentali per la loro attività di impollinazione - sono un bioindicatore della qualità degli agrosistemi. La loro fuga dai campi biotech è un segnale grave che l'agricoltura non può ignorare.

Questa preoccupante notizia conferma per l'ennesima volta che le coltivazioni Ogm rappresentano una minaccia per la biodiversità e per la libertà di scelta di consumatori e agricoltori.

Il recente rapporto di Greenpeace "Coesistenza impossibile" dimostra, sulla base di analisi di laboratorio e campionature in quaranta campi di mais spagnoli, che le colture tradizionali e gli Ogm non possono coesistere. In almeno un quarto dei casi si è registrata la contaminazione non voluta da Ogm.

Alcuni mesi fa in Spagna, Messico e Filippine gli attivisti hanno marchiato alcuni campi di mais con cerchi e lettere giganti per denunciare il rischio di contaminazione.

Le api sanno distinguere le coltivazioni Ogm da quelle convenzionali. I consumatori, invece, non possono difendersi dai cibi contaminati né gli agricoltori possono proteggere i loro raccolti se i governi europei non garantiscono controlli sempre più rigorosi e normative efficaci.

Documenti collegati

Coesistenza impossibile [ in inglese ]

04 Aprile 2006

Studio sulla coesistenza di colture tradizionali e OGM in Spagna. Il rapporto, sulla base di analisi di laboratorio e campionature in quaranta campi di mais spagnoli, convenzionali e biologici, documenta che in almeno un quarto dei casi si è registrata la contaminazione non voluta con Ogm. In alcuni casi, la contaminazione è arrivata addirittura a percentuali del 12.6%. In molti casi gli agricoltori hanno subito perdite economiche, non riuscendo più a vendere il mais contaminato al prezzo concordato per le varietà non transgeniche e biologiche. In ben tre casi analizzati sono state contaminate varietà locali di mais, frutto di anni di selezione che ora non potranno più essere impiegate.

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