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Iceberg nel fiordo di Scorosbysund, lungo la costa orientale della 
Groenlandia. La foto fa parte della documentazione raccolta 
dall'Arctic Sunrise nel corso di un tour organizzato per studiare gli 
impatti e gli effetti del cambiamento climatico.

Iceberg nel fiordo di Scorosbysund, lungo la costa orientale della Groenlandia. La foto fa parte della documentazione raccolta dall'Arctic Sunrise nel corso di un tour organizzato per studiare gli impatti e gli effetti del cambiamento climatico.

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International — La buona notizia è che l'orso polare probabilmente diventerà una specie super protetta. La cattiva notizia è che la sua casa, il ghiaccio, sta scomparendo a un ritmo più veloce che mai. Con il 2007, definito dalle previsioni l'anno del caldo record, questa specie avrà bisogno di tutta la protezione possibile.

Nel dicembre 2006 l'Agenzia di protezione Usa per la Pesca, la Flora e la Fauna ha collocato ufficialmente l'orso polare tra le specie in via d'estinzione. Il riscaldamento globale, infatti, sta provocando la fusione del suo habitat, i ghiacciai. Purtroppo è stata necessaria un'azione di Greenpeace e l'intervento del Consiglio di Difesa delle Risorse Naturali per spingere l'amministrazione statunitense a collocare l'orso polare nella lista. Ancora adesso si tratta soltanto di una proposta che per diventare ufficiale potrebbe aver bisogno di un altro anno.

Sotto la Marmolada nel 1870. Il limite inferiore cingeva completamente 
la Cima Dodici. Sopra il ghiacciaio della Marmolada ad oggi. Dal 1905 
si è avuto un ritiro di circa 650 mt per il fronte Centrale, 400 mt e 
380 mt per il fronte Occidentale e Orientale rispettivamente.

Sotto la Marmolada nel 1870. Il limite inferiore cingeva completamente la Cima Dodici. Sopra il ghiacciaio della Marmolada ad oggi. Dal 1905 si è avuto un ritiro di circa 650 mt per il fronte Centrale, 400 mt e 380 mt per il fronte Occidentale e Orientale rispettivamente.

Se collocati nella lista delle specie minacciate, gli orsi polari godranno di una vasta protezione. Gli enti federali statunitensi dovranno accertare che nessuna azione effettuata, autorizzata e finanziata dal governo Usa metterà in pericolo la sopravvivenza degli orsi polari o modificherà negativamente il loro critico habitat.

Se non tagliamo le nostre emissioni di gas a effetto serra, gli orsi polari scompariranno comunque. Dall'Artico arrivano notizie preoccupanti. L'Ayles Ice Shelf, una delle più grandi piattaforme di ghiaccio, delle dimensioni di Manhattan, si è staccata dall'Isola di Ellesmere, in Canada. Gli orsi polari si trovano solo nell'Artico e dipendono completamente dal ghiaccio. Prove sempre più evidenti mostrano che il ghiaccio dell'Artico sta scomparendo molto più velocemente di quanto previsto. In alcune regioni polari, la stagione dei ghiacci si è ridotta di tre settimane e gli scienziati hanno scoperto che le calotte glaciali si stanno sciogliendo a un tasso allarmante, perdendo un'area grande quanto il Colorado solo durante lo scorso anno.

L'orso polare e la fusione dell'Artico sono probabilmente gli indicatori più emblematici e più drammatici del cambiamento climatico. Se è vero che nel 2006 il dibattito su come arrestare il riscaldamento globale è cresciuto, sono state tante le parole ma ancora poche le azioni concrete promosse dai leader mondiali.

In Italia il governo anziché puntare su eolico e solare, rischia di tornare al carbone, il combustibile fossile con le più alte emissioni specifiche di gas serra. Greenpeace chiede al ministro Bersani di riconsiderare le proprie posizioni sul carbone, proponendo una coraggiosa politica energetica capace di sostenere al massimo lo sviluppo delle nuove rinnovabili e dell'efficienza energetica.

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