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Greenpeace e WWF affermano la necessità di introdurre nel REACH il 
principio di sostituzione, a tutela del diritto alla salute dei 
cittadini.

Greenpeace e WWF affermano la necessità di introdurre nel REACH il principio di sostituzione, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.

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Roma, Italia — Dopo i Ministri di Svezia, Estonia, Lettonia e Lussemburgo, anche il Ministro dell'Ambiente italiano, Alfonso Pecoraro Scanio, ha accolto oggi la richiesta di Greenpeace e WWF, inviando una lettera alla Presidenza dell'UE per sostenere l'introduzione del principio di sostituzione delle sostanze chimiche pericolose nel regolamento per la chimica REACH, in fase di approvazione in queste settimane.

Secondo Greenpeace la nuova normativa  sulla chimica non può essere davvero efficace senza l'introduzione del principio di sostituzione. Ma questo principio da solo, non basta. Le industrie devono fornire informazioni sufficienti su tutte le sostanze immesse sul mercato in quantità superiore a 1 tonnellata all'anno e si deve introdurre il principio "nessun dato-nessun mercato".

La contaminazione dovuta al rilascio in ambiente di composti chimici tossici è un processo invisibile, ma incredibilmente subdolo e capillare. Le sostanze pericolose sono ovunque: nell'aria che respiriamo, negli oggetti che usiamo ogni giorno, negli indumenti che indossiamo, nel cibo che mangiamo, nel nostro corpo. E non si tratta di allarmismo, ma di dati scientifici concreti e verificabili.

Secondo il rapporto "Chimica in grembo", pubblicato da Greenpeace lo scorso maggio, alcune di queste sostanze, capaci di attraversare la placenta, arrivano a contaminare il sangue del cordone ombelicale e il liquido amniotico, con grandi rischi per lo sviluppo del feto e per la salute delle generazioni future.

Un'altra indagine di Greenpeace presentata una settimana fa denuncia, invece, la  presenza di composti perflorurati nelle anguille, un bioindicatore della qualità delle acque interne. I composti perflorurati vengono usati per produrre rivestimenti antimacchia nei tessuti e rivestimenti antiaderenti per pentole e contenitori per i fast-food.

Le sostanze pericolose sono anche presenti nei prodotti high tech e, in modo particolare, nei computer e nei cellulari. Greenpeace ha pubblicato la "Eco guida ai prodotti elettronici" che premia le aziende del settore che non fanno uso di sostanze chimiche pericolose e contribuiscono al riciclaggio dei rifiuti elettronici. Ma nessuna delle aziende prese in esame ha ottenuto un punteggio davvero soddisfacente.

Il diritto alla salute dei cittadini non può più attendere. Serve un REACH serio e rigoroso per tutelare l'uomo e l'ambiente.

Domani, a Roma, presso la Camera dei Deputati alla Sala del Cenacolo in vicolo Valdina un seminario su questo tema promosso dal tavolo delle associazioni per il REACH.

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