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Una delle foto scattate da Robert Knoth ed esposte fino al 14 maggio 
all'Auditorium di Roma, nell'ambito del Festival Internazionale di 
Roma della Fotografia. Per maggiori informazioni visita il sito della 
mostra [1].

[1] http://www.greenpeace.it/cernobyl

Una delle foto scattate da Robert Knoth ed esposte fino al 14 maggio all'Auditorium di Roma, nell'ambito del Festival Internazionale di Roma della Fotografia. Per maggiori informazioni visita il sito della mostra.

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Roma, Italia — Greenpeace ha presentato ieri un rapporto redatto con la collaborazione di 52 scienziati e dell'Accademia delle Scienze russa per fare il punto della situazione, a vent'anni di distanza, sugli impatti sanitari di quello che è il più grave incidente nucleare della storia. Questo rapporto rivela come l'impatto sulla salute della catastrofe di Cernobyl sia stato largamente sottostimato dalle valutazioni ufficiali dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.

Una valutazione complessiva delle conseguenze sulla salute umana del disastro di Cernobyl è estremamente difficile, ma il rapporto indica che i tumori attribuibili a Cernobyl in Bielorussia sono almeno 270 mila, 93 mila dei quali fatali. Questi dati sconfessano le stime del Forum Cernobyl dell'AIEA, secondo le quali sarebbero appena quattromila i decessi legati all'incidente. Il rapporto di Greenpeace ricorda inoltre che lo scenario sanitario del dopo Cernobyl non è purtroppo fatto soltanto di tumori: nell'area contaminata è difatti aumentata l'incidenza di moltissime malattie non tumorali che vanno dai problemi all'apparato respiratorio alle alterazioni del sistema immunitario e che di solito non vengono contabilizzate nelle statistiche ufficiali dell'AIEA.

Non si possono, in ogni caso, ridurre le tragedie umane a semplici fatti statistici. Dietro le cifre asettiche delle stime ufficiali e non ufficiali si nascondono le storie personali, le tragedie familiari, la povertà e l'emarginazione sociale di chi non ha potuto abbandonare le zone contaminate e insalubri per mancanza di alternative.

Ed è proprio per ricordare il lato umano della tragedia di Cernobyl che Greenpeace ha organizzato la mostra fotografica Certificate No. 000358/ Il costo umano di una catasrofe nucleare. In Italia la mostra è stata inserita all'interno del Festival Internazionale della Fotografia di Roma e rimarrà aperta fino al 14 maggio. Queste immagini servono a ricordarci che le vite umane sono più di un numero. Per ogni dato statistico c'è una persona che sta pagando un prezzo. Ed è un prezzo che nessun altro dovrà pagare in futuro.

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