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Banca Intesa ha concesso a Enel un finanziamento di circa 100 milioni di euro. Senza garanzie sulla sicurezza. Questi reattori non sono stati sottoposti a nessuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e non hanno un guscio di contenimento che possa proteggerli da eventi esterni, come la caduta di un aereo.
Enel ha affermato che non intende realizzare la struttura di protezione per i reattori giudicando "improbabile" un incidente. Greenpeace ha fatto anche ricorso alla Commissione europea in quanto le condizioni contrattuali garantite a Enel dal Governo slovacco, per il completamento dei reattori, si configurano come aiuti di stato illegali.
I finti barattoli di scorie radioattive consegnate dai volontari rappresentano simbolicamente quello che la centrale potrebbe produrre: considerando solo il combustibile irraggiato, circa 145 tonnellate di scorie pari a 360 mila barattoli di pomodoro.