Skip navigation.
Deforestazione in Camerun. Le aziende italiane hanno precise 
responsabilità. Greenpeace lancia un rapporto sul caso Fipcam.

Deforestazione in Congo. Greenpeace chiede che vengano salvate le foreste congolesi, fondamentali per l'equilibrio del clima e ricchissime di biodiversità. Il Governo Italiano prende posizione.

Ingrandisci

Roma, Italia — "L'Italia deve impegnarsi di più contro la deforestazione". Non è uno slogan, ma un vero e proprio appello del Governo. Il Vice Ministro degli Affari Esteri Patrizia Sentinelli abbraccia la causa di Greenpeace. Scrive al Ministro Padoa Schioppa. E chiede un intervento più deciso dell'Italia alla Banca Mondiale a difesa delle Foreste del Congo.

A maggio il Vice Ministro Sentinelli aveva incontrato una delegazione di congolesi inviati da Greenpeace. 40 milioni di persone che rischiano il dramma sociale a causa della distruzione delle foreste in cui abitano. Oggi arriva il suo appello: tutelare le foreste pluviali del Congo nell'interesse del Pianeta, e quindi anche del nostro Paese.

Greenpeace lotta da anni contro la deforestazione selvaggia delle foreste primarie: solo negli ultimi mesi ha denunciato in più occasioni l'illegalità delle operazioni di taglio nella RDC. Una prima volta, con una dimostrazione degli attivisti alla Banca d'Italia, e un appello al Governatore Draghi. Una seconda, bloccando la nave Andreas K nel porto di Salerno. Una terza, ispezionandone il carico a Ravenna. E ancora, seguendolo fino alle segherie di Imola, capolinea del lungo viaggio dei tronchi.

Le foto delle tre azioni di Greenpeace.

L'Italia è uno dei principali utilizzatori del legname proveniente dal Congo. Ma è arrivato il momento di decidere da che parte stare. Assumersi le proprie responsabilità, svolgendo un ruolo chiave nella difesa delle foreste congolesi. Oppure far finta di niente, continuando nello scempio delle foreste primarie, causa di cambiamenti climatici e di perdità della biodiversità.

Greenpeace, e da oggi anche il Governo, chiedono di mantenere la moratoria del 2002 sul rilascio di nuovi titoli di taglio nella Repubblica Democratica del Congo. Finché non entrerà in vigore un sistema efficace di controlli, e non verrà istituita una rete significativa di aree protette, questa è l'unica soluzione per combattere la deforestazione.

Documenti collegati

L'industria del legno nelle foreste del Congo: il caso Sodefor

22 Maggio 2007

La Sodefor fa parte del colosso del legno Nord-Sud Timber (NST) che controlla direttamente 4,7 milioni di ettari di foresta in quattro province della Repubblica Democratica del Congo. Tra il 2002 e il 2003 la NST ha riorganizzato l'assetto dei propri titoli di taglio, abbandonando aree di foresta ormai improduttive e ottenendo nuove concessioni a dispetto della moratoria introdotta nel 2002: quasi il 65 per cento delle aree forestali attualmente controllate dal gruppo - 3 milioni di ettari - non erano oggetto di concessione prima del 2002.

Download PDF (2 Mb)

Il saccheggio delle foreste del Congo

11 Aprile 2007

Un'investigazione sulle conseguenze della rapida espansione dell'industria forestale nella Repubblica Democratica del Congo.Questo rapporto dimostra chiaramente quanto sia urgente un impegno politico per fermare la continua espansione dell'industria forestale, che sta spartendosi le foreste del paese. Una spartizione che traina il processo di deforestazione e rappresenta un nuovo e potente impulso al rilascio di gas serra, aggravando quindi al cambiamento climatico. Esso inoltre è legato alla corruzione, alla carenza di governance e provoca la diffusione dell'ingiustizia sociale e la perdita di biodiversità.

Download PDF (1 Mb)

La lezione camerunese. Storia di un saccheggio annunciato. La riforma del settore forestale in Camerun

12 Marzo 2007

Nella Repubblica Democratica del Congo la guerra è formalmente finita. Ora le sue preziose foreste sono a un bivio: l'industria del legno potrebbe diventare l'attività economica dominante, con conseguenze ambientali e sociali molto gravi. La Banca Mondiale propone,infatti, per la RDC la stessa ricetta introdotta dieci anni fa in Camerun: una riforma del settore forestale in grado di sostenere l'industria del legno, senza tuttavia assicurare lo sviluppo e la protezione delle risorse forestali. Si dovrebbe imparare dagli errori del passato. E invece si persevera.

Download PDF (2 Mb)