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Stop alla nuova piattaforma

L'assalto dei petrolieri alle bellissime coste siciliane non si ferma. Ad agosto è stato approvato il Decreto Sviluppo che porta a 37 le richieste per cercare petrolio nel Canale di Sicilia. Ora arriva la notizia che Edison vuole collocare una nuova piattaforma al largo di Pozzallo. Si tratta della Vega B, che andrebbe a estrarre petrolio proprio al lato della Vega A, la piattaforma dove abbiamo protestato quest'estate. Il progetto è in fase di Valutazione di Impatto Ambientale e le comunità locali hanno tempo per presentare la propria contrarietà solo fino al 24 settembre.

Per ribadire la ferma volontà della Sicilia di tutelare il proprio mare e fermare le trivelle, abbiamo partecipato all'iniziativa organizzata al largo di Ragusa. Sono cinquanta i sindaci che insieme al Governo regionale hanno appoggiato la nostra campagna "U mari nun si spirtusa", firmando l'appello al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Ma il Ministro Clini ancora non risponde.

Insieme al Governo regionale, ai rappresentanti dei consorzi di ripopolamento ittico e ad altre associazioni ci siamo imbarcati alla volta della piattaforma Perla, di Eni Mediterranea Idrocarburi. Proprio Eni, insieme alla Edison, è proprietaria della concessione per estrarre petrolio dove sorgerà la Vega B. Arrivati sotto la piattaforma abbiamo lanciato forte e chiaro il nostro messaggio: "trivellazione = distruzione", "No alle trivelle nel Canale di Sicilia".

In un momento di crisi economica come questo è inammissibile che il Governo privilegi gli interessi delle grandi compagnie petrolifere, mettendo a rischio le risorse del mare su cui si basano le economie delle comunità locali. È ora che il Ministro Clini ascolti la volontà dei siciliani e fermi questa folle corsa all'oro nero.

Giorgia Monti,
responsabile Campagna Mare