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MINISTRO CLINI DA CHE PARTE STAI?

9 ottobre, insieme a una rappresentanza siciliana di amministratori e politici, pescatori e comitati locali siamo davanti alla sede del ministero dell'Ambiente per consegnare al ministro Corrado Clini le 57 mila firme raccolte durante il tour "U mari nun si spirtusa" e dire No alle perforazioni petrolifere nel Canale di Sicilia.

Davanti alla sede del Ministero abbiamo piazzato una trivella di quattro metri a simboleggiare il rischio di un disastro petrolifero nel Canale e abbiamo aperto uno striscione con un appello rivolto al ministro Clini "La Sicilia a Clini: salva il mare dalle trivelle."

Peccato però che il ministro dell'Ambiente non si sia presentato all'appuntamento fissato con noi. Le richieste e le preoccupazioni di migliaia di cittadini non sono finite direttamente nelle sue mani, bensì in quelle "delegate" dei Direttori generali responsabili della Valutazione di Impatto Ambientale e della Protezione della Natura e del Mare.

Parlare con le direzioni generali del Ministero non è l'interlocuzione che cercavamo. Siamo convinti che il problema delle trivellazioni sia politico, e vogliamo capire da che parte sta il ministro Clini di fronte all'articolo 35 del Decreto 'Cresci Italia' che riapre la corsa all'oro nero nelle nostre acque territoriali.

Tale articolo, infatti, espone a rischio trivellazione una superficie marina più grande della Sicilia e costituisce una sanatoria non solo dei titoli acquisiti dai petrolieri al giugno 2010 ma anche delle istanze di prospezione e di ricerca in mare nella fascia di interdizione delle 12 miglia, mettendo a rischio le aree protette e le zone litoranee di pregio.

La volontà dei siciliani e di tutti quelli che amano il mare è chiara: nessun progetto di "petrolizzazione" del Canale, a cominciare dalla piattaforma "Vega B" in corso di autorizzazione al largo di Pozzallo. Tutto il petrolio che potrebbe essere estratto dal mare basterebbe per meno di due mesi, mentre le piattaforme metterebbero a rischio le economie locali, come il turismo e la pesca, per sempre.

Alessandro Giannì,
direttore delle Campagne