Attivisti di Greenpeace in azione a Porto Tolle per dire no al carbone e chiedere all'Enel e al Governo impegni concreti per ridurre le emissioni di CO2, rispettare gli obiettivi di Kyoto e investire seriamente sulle fonti rinnovabili
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Roma, Italia —
Gravissimo e irresponsabile comportamento dell'Enel. nel corso della notte, l'azienda elettrica ha deciso di togliere la luce agli attivisti di greenpeace che da ieri stazionano sopra la ciminiera della centrale di porto tolle, in provincia di rovigo. una condizione particolarmente pericolosa vista l'altezza della ciminiera della centrale (circa 250 metri) e il conseguente rischio di caduta o incidenti degli attivisti. alla richiesta degli agenti della digos presenti sul posto di riattivare la luce, gli addetti dell'enel hanno risposto che si tratta di una decisione dell'azienda che si assume ogni responsabilità.
"È una scelta irresponsabile", protesta Giuseppe Onufrio, direttore
delle campagne di Greenpeace, "che conferma la scarsissima attenzione
dell'Enel verso qualsiasi cultura del confronto e i temi della
sicurezza in genere. Capiamo che l'azienda elettrica, già
pluri-condannata sia per danno ambientale che biologico - proprio in
relazione all'impianto di Porto Tolle - non abbia nessuno scrupolo a
mettere in pericolo la vita delle persone". Nonostante le
intimidazioni, l'azione di Greenpeace contro le centrali a carbone
continua.