In occasione di San Valentino, festa dell'amore, Greenpeace ricorda al Giappone che uccidere le balene è un'azione vergognosa, contraria a ogni logica di mercato.
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Roma, Italia —
Amiamo il Giappone, ma la caccia alle balene ci spezza il cuore! Cuori, cioccolatini e “baci” con questo messaggio sono stati consegnati dagli attivisti di Greenpeace a turisti e ambasciate giapponesi in tutto il mondo. A Tokyo, in particolare, gli attivisti dell'associazione ambientalista hanno consegnato un gigantesco biglietto di San Valentino ai rappresentanti dei Paesi a favore della caccia alle balene, impegnati in questi giorni in una riunione in cui si discute della "normalizzazione" della Commissione baleniera internazionale (Iwc). Un tentativo, da parte del governo giapponese, di raccogliere voti per porre termine alla moratoria mondiale sulla caccia alle balene. Semplice e diretto il messaggio recapitato da Greenpeace: "Normalizzazione significa proteggere le balene, non cacciarle".
“Cioccolatini e baci non rappresentano un frivolo divertimento”, afferma Alessandro Giannì, responsabile campagna mare di Greenpeace. “Vogliamo mandare il messaggio chiaro che non siamo contro i giapponesi ma semplicemente ci opponiamo alla caccia alle balene. D’altra parte, il 95 per cento dei giapponesi non ha mai mangiato la carne di balena o lo fa raramente. La caccia alle balene è qualcosa che non appartiene al Ventunesimo secolo e l’unica strada possibile per la Commissione baleniera internazionale è quella di iniziare a lavorare per le balene e non per i balenieri”.
Nel frattempo, la nave di Greenpeace "Esperanza" – con a bordo anche l’attivista italiana Caterina Nitto – non molla la presa e insegue la flotta baleniera giapponese nell’Oceano Meridionale. “A differenza dell'associazione Sea Sheperd – che ha abbandonato il campo per le conseguenze della collisione con la baleniera Nisshin Maru –, noi ostacoliamo la caccia alle balene solo con sistemi nonviolenti”, spiega Giannì. Ai marinai giapponesi gli attivisti di Greenpeace hanno scritto: “Noi amiamo il Giappone, ma la caccia alle balene ci spezza il cuore! Il 69 per cento dei giapponesi non approva quello che state facendo nel Santuario e non c’è mercato per questa carne. Oggi, San Valentino, un giorno per diffondere amore, vi chiediamo ancora una volta di abbandonare il Santuario delle balene dell’Oceano Meridionale e di tornare in porto”.