Greenpeace e WWF affermano la necessità di introdurre nel REACH il principio di sostituzione, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
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International —
Oggi le associazioni ambientaliste, di medici, consumatori, lavoratori e i sindacati europei denunciano l'accordo a porte chiuse fra i rappresentanti del Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri su REACH, il regolamento in materia di sostanze chimiche. Se adottato durante la votazione in plenaria, questo accordo consentirà a molte sostanze chimiche altamente preoccupanti – fra cui quelle che provocano cancro, difetti congeniti e altre serie patologie – di rimanere sul mercato ed essere utilizzate nei prodotti di largo consumo, anche in presenza di alternative più sicure. Le organizzazioni chiedono ai Parlamentari di rafforzare REACH in sede di votazione della proposta, a metà di dicembre.
Le associazioni hanno sempre considerato l'approvazione del Reach
un'occasione a favore della protezione di lavoratori, cittadini,
consumatori e ambiente e hanno sempre chiesto la sua entrata in vigore
in tempi brevi. L'accordo raggiunto consente l'entrata in vigore a
partire dal 2007.
Durante i negoziati in Parlamento di ieri notte è stato accettato un
accordo basato esclusivamente su cambiamenti "di facciata" in merito al
pessimo approccio del Consiglio al concetto di "adeguato controllo".
Tale approccio, fortemente caldeggiato dall'industria chimica, si basa
sulla pretesa che l'esposizione alle sostanze chimiche pericolose possa
essere tenuta sotto controllo, in modo tale da non risultare nociva per
la salute umana e per l'ambiente. Tale presupposto è stato confutato da
numerosi studi che hanno dimostrato come le sostanze chimiche di
sintesi pericolose, impiegate nei prodotti di largo consumo, siano
ampiamente diffuse in polveri domestiche, acqua piovana, fauna e flora
selvatiche, nel sangue umano e nei feti in via di sviluppo.
L'accordo conferma la posizione del Consiglio dello scorso dicembre,
secondo cui la sostituzione si applicherebbe solo alle sostanze
chimiche persistenti e bioaccumulabili. Inoltre, questo accordo
limiterebbe la possibilità del pubblico di richiedere informazioni
sulla presenza di sostanze pericolose nei prodotti solo a un numero
limitato di queste.
Le organizzazioni chiedono ai Membri del Parlamento europeo di
eliminare le scappatoie che consentono alle industrie chimiche di
continuare a utilizzare sostanze estremamente pericolose anche se
esistono alternative più sicure. La decisione secondo cui i piani di
sostituzione devono essere presentati solo quando il richiedente stesso
identifica un'alternativa più sicura costituisce un incentivo, per le
industrie chimiche, a continuare a ignorare tali alternative.
In origine, REACH era stato concepito per colmare il vuoto conoscitivo
in materia di sostanze chimiche e per mettere a punto un sistema
efficace e coerente per la loro gestione. Tuttavia, date le centinaia
di sostanze chimiche già esentate dall'obbligo di fornire informazioni
sulla salute e sulla sicurezza, e in mancanza di una sostituzione
sistematica delle sostanze chimiche altamente preoccupanti, questo
nuovo REACH, eccessivamente compromesso e indebolito, non costituirà un
reale miglioramento della legislazione corrente. L'Europa rischia così
di perdere definitivamente l'opportunità di assumere una posizione
leader in materia di sostanze chimiche sicure, mentre un REACH che non
riesca a proteggere la salute umana e l'ambiente porterà solo a
un'ulteriore diminuzione della fiducia dei consumatori e dei cittadini
nell'industria chimica e nel legislatore europeo.