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Alcuni attivisti di Greenpeace in azione contro la portaerei francese 
Clemenceau in rada a Tolone. Tre attivisti si sono arrampicati sul 
pontone della nave e quattro sulla gru di scarico aprendo striscioni 
con scritto "Porta amianto, né qui, né altrove!".

Alcuni attivisti di Greenpeace in azione contro la portaerei francese Clemenceau in rada a Tolone. Tre attivisti si sono arrampicati sul pontone della nave e quattro sulla gru di scarico aprendo striscioni con scritto "Porta amianto, né qui, né altrove!".

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Tolone, Francia — Greenpeace ha "assaltato" ieri mattina la portaerei francese Clemenceau in rada a Tolone dall'acqua e dall'aria, con gommoni, climbers e attivisti in parapendio. Gli attivisti si sono arrampicati sul pontone della nave e sulla gru di scarico aprendo striscioni con scritto "Porta amianto, né qui, né altrove!"

La Francia si appresta a rimorchiare la Clemenceau in India per essere smantellata e Greenpeace chiede ancora una volta che questo avvenga in conformità alla normativa europea ed internazionale.

Sebastian Ostenfeldt Jensen, attivista danese di 26 anni, è ancora sulla nave, occupando la piattaforma radar. Sono passate già 24 ore.

Sebastian ha solo mezza mela ancora e non più molte scorte idriche. Ha passato la notte coperto con lo striscione e questa mattina lo ha aperto di nuovo mentre il suo collega indiano, Imran, soffrendo d'ipotermia, ha dovuto lasciare la nave nella notte. A Tolone è una giornata fredda ma soleggiata.

Sebastian si prepara ad affrontare un'altra giornata sulla nave. Greenpeace continuerà la sua azione in attesa di una dichiarazione da parte del governo francese.

"Greenpeace ha contattato invano il gabinetto militare del Primo ministro: il silenzio non farà sparire le tonnellate di amianto che si troveranno di fronte i lavoratori dei cantieri di demolizione indiani. Serve una stima indipendente dell'amianto ancora presente sulla Clemenceau, che dev'essere completamente bonificata prima di essere inviata alla demolizione" afferma Vittoria Polidori, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace. 

Rapporti

Il rapporto

Il costo umano dello smantellamento delle navi [ End of Life: The Human Cost of Breaking Ships ]

13 Dicembre 2005

Questo è un rapporto congiunto di Greenpeace e FIDH [ International Federation of Human Rights Leagues ], che denuncia le condizioni di lavoro e l'impatto ambientale dei cantieri per lo smantellamento delle navi [ shipbreaking ] in tutto il mondo. Nel rapporto vengono presentati casi specifici legati all'India e al Bangladesh, due delle nazioni più interessate da questo fenomeno.

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