Roma, Italia —
“La riunione Plenaria della Commissione Baleniera Internazionale (IWC) che si apre oggi a Santiago del Cile deve prendere provvedimenti immediati per assicurare un futuro delle balene e non dei balenieri.” - afferma Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - “Anche quest'anno il Giappone ha minacciato la riapertura unilaterale della caccia commerciale alle balene, se la Commissione non deciderà di riaprire la caccia. Ricattare la Commissione Internazionale e arrestare due attivisti non-violenti è un segnale evidente che il Giappone non è disposto al compromesso.”
Lo scorso 20 giugno, infatti, due attivisti di Greenpeace - Junichi Sato
e Toru Suzuki - sono stati arrestati per aver fatto emergere uno
scandalo sul furto e contrabbando della carne di balena che coinvolge il
governo giapponese. Gli attivisti sono stati accusati di aver rubato una
scatola di carne di balena che era stata presentata pubblicamente come
prova del contrabbando.
“Il Giappone deve approfittare dell'IWC per annunciare al mondo civile
la fine del suo cosiddetto programma di “caccia scientifica” alle balene
e rilasciare immediatamente i due attivisti di Greenpeace” - continua
Giannì - “In Giappone due attivisti innocenti, che hanno dimostrato come
la ricerca scientifica sia solo una copertura, sono in galera senza
alcuna accusa formale, mentre chi uccide le balene per profitto e non
certo per la scienza è ancora a piede libero.”
Greenpeace chiede all'IWC di adottare anche misure immediate per ridurre
altre minacce alle balene prodotte dall'uomo, come l'inquinamento, i
rumori subacquei e i sonar, le collisioni con le navi, i cambiamenti
climatici e soprattutto l’uccisione accidentale nelle reti da pesca,
invece di perder tempo a discutere di maggiori quote di caccia. Soltanto
le reti uccidono 300,000 balene e delfini ogni anno - uno ogni novanta
secondi. Ad esempio, in Italia continua l’uso illegale delle reti
derivanti (le cosiddette spadare) che ogni anno uccidono decine di
cetacei: soprattutto capogli e stenelle.
“Greenpeace ritiene che 'IWC debba trasformarsi in un organismo che
lavora per le balene e non per i balenieri” conclude Giannì-“Ci sono
già abbastanza problemi per le balene, a questi non dobbiamo aggiungere
la caccia. I governi riuniti in Cile devono cogliere l'opportunità di
rendere l'IWC, che rischia di diventare un arnese obsoleto della
politica internazionale, un organismo leader nella conservazione degli
Oceani”.