Roma, Italia —
I due attivisti di Greenpeace, arrestati e accusati per aver intercettato una scatola di carne di balena di contrabbando, sono stati rilasciati su cauzione, dopo 26 giorni di custodia cautelare. Ieri nel tardo pomeriggio, un collegio di tre giudici ad Aomori, in Giappone, ha concesso il rilascio di Junichi Sato e Toru Suzuki, dopo un tentativo del procuratore locale di impugnare la stessa decisione già presa in giornata. In Giappone solo il 10 per cento delle richieste di cauzione viene accolto. I due attivisti sono tornati dalle loro famiglie. La data del processo non è ancora stata fissata.
“Siamo estremamente sollevati per il rilascio dei nostri due attivisti.
Tuttavia, la nostra domanda più importante rimane senza risposta: perché
il Pubblico Ministero giapponese ha chiuso la sua indagine sul
contrabbando di carne di balena, nonostante le prove schiaccianti
presentate da Greenpeace?” denuncia Alessandro Giannì, responsabile
campagna Mare di Greenpeace Italia.
Agli inizi di quest’anno, lavorando sulle informazioni fornite da un
operaio della Kyodo Senpaku - la compagnia che controlla le operazioni
della flotta baleniera giapponese - Greenpeace aveva seguito lo scarico
di carne di balena contrabbandata dalla nave Nisshin Maru alle
abitazioni dei membri dell’equipaggio. Uno dei quattro scatoloni
destinati allo stesso indirizzo privato era stato intercettato da
Greenpeace per ispezionarne il contenuto.
Questo scatolone, contenente carne di balena di prima scelta per un
valore di oltre 3 mila dollari - ma contrassegnato come se racchiudesse
“cartone” - era stato mostrato in una conferenza stampa il 15 maggio,
prima di venir consegnato al Procuratore Distrettuale di Tokyo che ha
improvvisamente fermato la sua indagine il 10 giugno, il giorno
dell’arresto dei due attivisti.
L’arresto e la detenzione dei due attivisti ha suscitato diverse azioni
di denuncia. Più di 30 Ong hanno firmato una petizione in proposito.Lo
scorso lunedì, Amnesty International (1) ha inviato una lettera dai toni
decisi al Primo Ministro giapponese chiedendo il rilascio di Junichi e
Toru. Quasi 250.000 persone hanno mandato un messaggio al Governo
giapponese per il rilascio dei due attivisti e per la riapertura
dell’indagine sullo scandalo del contrabbando di carne di balena,
richiesta supportata da 35 proteste di Greenpeace in 31 paesi di fronte
alle ambasciate e ai consolati giapponesi.