Greenpeace sui bandi nazionali agli OGM: Stati membri siano più coraggiosi.
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Roma, Italia —
Il fallimento della Commissione Europea di forzare i governi ad abbandonare i bandi nazionali sugli OGM è un'ottima notizia. Ma il cammino é ancora lungo. "È necessario che gli stati membri difendano i propri interessi con più efficacia. Attraverso l'attuale sistema, gli Stati che si astengono danno alla Commissione la possibilità di bloccare i bandi nazionali il prossimo anno!.
"Infatti, nel caso in cui non venga di nuovo raggiunta una maggioranza
qualificata dei paesi in occasione del Consiglio dei Ministri del
prossimo anno, sarà la Commissione a decidere. Una netta maggioranza di
paesi contrari alla proposta della Commissione manderebbe così un
chiaro segnale, ovvero che l'Unione Europea utilizza le misure
precauzionali per salvaguardare consumatori e ambiente" afferma
Federica Ferrario della campagna Ogm di Greenpeace.
Per quanto riguarda il mais transgenico "MON863", dopo che oggi a
Bruxelles il Comitato europeo delle autorizzazioni non è riuscito a
riunire sulla proposta nè una maggioranza a favore né una contraria,
bisogna che si riconosca che questo prodotto non può essere considerato
sicuro, e per tale ragione dovrebbe essere completamente rifiutato.
"Durante i test sono state riscontrate anormalità nei ratti nutriti con
questo Ogm. Non solo, questo mais contiene come marcatore un gene di
resistenza agli antibiotici che, secondo la legislazione europea non
dovrebbe più essere utilizzato dal 2005. È scandaloso che la
documentazione decisiva di questo caso venga tenuta segreta,
contrariamente all'attuale legislazione che stabilisce che tutti i
documenti riguardanti informazioni sulla sicurezza di un prodotto
debbano essere resi pubblici" commenta Ferrario.