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I "banditi del clima"

I "banditi del clima"

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Roma, Italia — “L’attività dimostrativa è stata attuata a difesa di valori costituzionalmente protetti quali l’ambiente e la salute della popolazione” e “la manifestazione trova apprezzabili e giustificati presupposti nella situazione di grave rischio ambientale dichiarata da tempo per il territorio di Brindisi”. Queste le motivazioni più significative con cui il Tar di Lecce ha annullato l’ordinanza emessa dal questore di Brindisi che vietava a dodici attivisti di Greenpeace di rientrare nella città per anni tre, in seguito a una protesta pacifica presso la centrale Enel a carbone.

Secondo la notifica del Questore gli attivisti erano da ritenersi “socialmente pericolosi” perché all’alba del 30 novembre entravano nella centrale di Cerano – la più inquinante d’Italia - aprendo striscioni sul tetto della centrale e sul grande carbonile all'aperto. Scopo della protesta era ricordare che il carbone è il nemico numero uno del clima. Greenpeace aveva impugnato immediatamente il provvedimento, che, per la prima volta, assimilava persone che credono nella difesa dell’ambiente a delinquenti abituali, mafiosi, soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica.

In attesa della sentenza del Tar, gli attivisti hanno ricevuto manifestazioni di solidarietà da più fronti. Alla mobilitazione on line lanciata con il sito dei “Banditi del clima” hanno partecipato più di 500 persone, inviando la propria foto  con il messaggio “Anche io bandito del clima”. Inoltre un gruppo di consiglieri comunali di Brindisi, dopo aver manifestato a favore di Greenpeace, ha presentato un ordine del giorno per proporre la cittadinanza onoraria ai 12 attivisti.

“Siamo pienamente soddisfatti della decisione, ma  soprattutto delle motivazioni con cui il Tar, rigettando il provvedimento, riconosce la fondatezza delle nostre ragioni. Non sono dunque i 12 attivisti a essere  “socialmente pericolosi”, ma lo è, semmai, la centrale più inquinante d’Italia” - dichiara Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace - “Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto, dalle associazioni locali, ai consiglieri comunali, e alle centinaia di persone da tutta Italia e oltre, che hanno inviato le loro foto di solidarietà in questi giorni.”