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Roma, Italia — Questa mattina attivisti di Greenpeace hanno aperto uno striscione sulle mura della Cittadella di Bonifacio con il messaggio “Proteggiamo le Bocche di Bonifacio”. Greenpeace chiede che quest’area tra la Sardegna e la Corsica venga chiusa al traffico delle navi che trasportano carichi pericolosi e venga istituita una riserva marina internazionale per proteggerne la biodiversità. Tra gli attivisti, due climber italiani.

Le Bocche di Bonifacio sono un'area ricca di biodiversità esposta a
rischi inaccettabili. In un tratto di mare soggetto a forti correnti e a
venti talvolta impetuosi ogni anno transitano tremila imbarcazioni cargo
e il dieci per cento di esse trasporta sostanze pericolose. Anche se nel
1993 Francia e Italia hanno deciso di vietare il passaggio di queste
navi, tale limitazione non vale per le navi di altri Paesi, incluse
quelle con bandiera ombra.

"Il punto non è se c'è un rischio di incidente: il punto èquando
l'incidente ci sarà!" afferma Alessandro Giannì, responsabile della
campagna Mare di Greenpeace. "Se dovesse capitare qui sarebbe un
disastro per l'ambiente e per l'economia locale. Che aspettiamo a
intervenire?"

Italia e Francia devono immediatamente negoziare una proposta per
inserire le Bocche di Bonifacio nell'elenco internazionale delle PSSA
(Aree Marine Particolarmente Sensibili). Questa proposta deve essere
isubito presentata all'Organizzazione Marittima Internazionale che
decide sulla creazione delle PSSA. Si può realizzare in meno di un anno.
In Francia e in Italia, Greenpeace ha già scritto ai Ministri
dell'Ambiente chiedendo che nelle Bocche di Bonifacio vengano prese
misure adeguate a garantirne una protezione reale. Greenpeace spera che
presto seguano atti concreti.

Inoltre, Greenpeace chiede che finalmente si realizzi davvero il Parco
Transnazionale delle Bocche di Bonifacio, necessario strumento di
gestione integrata di un habitat fragile insidiato non solo dai
trasporti via mare ma anche da quello che accade lungo le coste. Le
Bocche di Bonifacio dovrebbero diventare una grande riserva marina che
assicuri, nel contesto del Santuario dei Cetacei, il funzionamento di un
"pezzo" importante del Mediterraneo.

Greenpeace ha avviato una campagna per una rete globale di Riserve
Marine pienamente protette che coprano il 40% del mare. Questa rete èun
elemento essenziale a tutela del mare per proteggerlo dal cambiamento
climatico, per ricostituire gli stock ittici e per proteggere la vita
marina dalla distruzione degli habitat.