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A Roma di fronte alla sede dell’ambasciata giapponese attivisti di Greenpeace in manette hanno protestato contro l'ingiusto arresto dei due attivisti che hanno scoperto il più grosso scandale sul furto e contrabbando di carne di balene.
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Roma, Italia —
Il tribunale di Aomori in Giappone ha stabilito che i due attivisti pacifisti di Greenpeace dovranno trascorrere 23 giorni in stato di detenzione, il massimo del tempo permesso dalla legge giapponese in mancanza di accuse. I due attivisti sono stati arrestati dopo aver denunciato il più grosso scandalo mai scoperto nella storia del controverso programma di caccia baleniera sostenuto dal governo giapponese: i marinai rubano e contrabbandano la carne di balena. Uno dei due attivisti Toru Suzuki in sciopero della fame da nove giorni è stato ricoverato in ospedale per una flebo e poi di nuovo trasferito in carcere.
Junichi Sato e Toru Suzuki sono stati arrestati nonostante abbiano
subito offerto alla polizia la loro piena collaborazione e abbiano
presentato una documentazione scritta sulla loro inchiesta. Dal giorno
del loro arresto quasi 190 mila persone hanno inviato lettere al Governo
giapponese chiedendo il rilascio di Junichi e Toru e che fosse avviata
un'indagine completa sullo scandalo del furto di carne di balena. In
tutto il mondo – 33 città e 29 nazioni – gli attivisti hanno protestato
davanti alle ambasciate giapponesi aprendo striscioni con la scritta
“Giustizia per Greenpeace, giustizia per le balene”.
“Con questa ulteriore custodia cautelare, Junichi e Toru dovranno
trascorrere 23 giorni in stato di detenzione senza accuse, pur avendo
fornito alle forze di polizia tutte le informazioni. È molto più del
tempo che il Pubblico Ministero ha impiegato a investigare sulle prove
presentate da Greenpeace riguardo al furto e contrabbando di carne di
balena” commenta così Gerd Leipold, direttore esecutivo di Greenpeace
International. “Le autorità giapponesi devono occuparsi con urgenza
delle indagini sui crimini che l’industria baleniera e parte del Governo
vogliono occultare, non di come sono state ottenute le prove”.
In un messaggio inviato ai sostenitori tramite i loro legali, Junichi e
Toru hanno ringraziato per la solidarietà ricevuta da tutto il mondo,
aggiungendo: "Abbiamo ancora bisogno del vostro aiuto. Ci è stato
imposto di restare in prigione per altri dieci giorni senza accusa. Per
favore incitate i vostri amici a inviare un'e-mail al governo
giapponese, se ancora non l'hanno fatto. Continuate a seguire le notizie
di Greenpeace su altre azioni che potreste intraprendere e assicuratevi
che la richiesta di indagare sullo scandalo di carne di balena che
abbiamo svelato sia udita forte e chiara qui in Giappone".