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Lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l'impiego di sostanze 
chimiche pericolose nella produzione di prodotti tecnologici come 
personal computer e cellulari rappresentano una vera e proprio 
emergenza ambientale.

Lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l'impiego di sostanze chimiche pericolose nella produzione di prodotti tecnologici come personal computer e cellulari rappresentano una vera e proprio emergenza ambientale.

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Roma, Italia — Il computer Sony Vaio TZ11, il telefono cellulare Sony Ericsson T650i e il palmare Sony Ericsson P1i sono in testa nell’indagine di Greenpeace “Alla ricerca del prodotto elettronico piu’ verde” presentata oggi al CeBIT, la piu’ importante manifestazione mondiale di Information Technology. Ma la gara per il prodotto elettronico piu’ verde non ha ancora un vincitore: ad oggi tutti gli articoli monitorati in questo studio hanno raggiunto solo la meta’dei 100 punti necessari per arrivare in testa alla classifica.

Quattordici aziende, tra i piu’ grandi marchi dell’industria
elettronica, hanno accettato di fornire informazioni sui loro prodotti
piu’ amici dell’ambiente fra cui desktop, portatili, cellulari e
palmari. In totale hanno preso parte all’indagine (1) trentasette
prodotti a cui sono stati assegnati i punti in relazione a criteri di
design verde che includono: la sostituzione di sostanze chimiche
pericolose, l’efficienza energetica e la riciclabilita’.

L’indagine dimostra che i produttori hanno fatto diversi passi avanti
per migliorare le performance ambientali dei loro prodotti. Diversi
articoli tecnologici presentano innovazioni che sono prive di composti
tossici, andando addirittura ben oltre le attuali norme, come la
direttiva europea RoHS che limita l’utilizzo di alcune sostanze
pericolose. Altri prodotti presentano miglioramenti riguardo
l’efficienza energetica, la riciclabilita’ o la upgradabilita’
(possibilita’ di migliorare il prodotto in uso).

“Dall’inizio dell’indagine abbiamo gia’ constatato l’arrivo di prodotti
piu’ verdi sul mercato, come il nuovo portatile della Apple, il MacBook
Air, e il nuovo telefono Nokia, l’Evolve” - dichiara Vittoria Polidori,
responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace. -“I produttori hanno
ancora molta strada da fare, ma ora sempre più aziende stanno prendendo
seriamente in considerazione gli impatti ambientali dei loro prodotti.”

Greenpeace sta spingendo l’industria elettronica a prendersi la
responsabilità di gestire l’intero ciclo di vita dei loro prodotti –
dalla produzione, attraverso la lavorazione, fino alla loro
trasformazione in rifiuti. I produttori si devono impegnare da una parte
a eliminare le sostanze pericolose dagli articoli di consumo, attraverso
la loro sostituzione con alternative più sicure o cambiamenti nel design
e, dall’altra a mettere sul mercato prodotti più efficienti da un punto
di vista energetico.

“L’approccio dei produttori deve essere globale. I consumatori non
dovrebbero scegliere tra un prodotto privo di sostanze tossiche e un
altro efficiente ne’ si dovrebbero chiedere se la possibilita’ di essere
riciclato sia migliore della sua durata nel tempo. Solamente quando un
prodotto sarà in grado di offrire tutti questi standard, garantendo
anche una lunga durata, potremo allora dire che esiste davvero un
prodotto verde sul mercato” – conclude Polidori - “L’industria hi tech è
in grado di trasformare la manifestazione CeBIT in un Villaggio Verde ,
la questione aperta è quando cio’ avverrà.”

Note:
1. L’indagine di Greenpeace ha valutato i prodotti in base alla presenza
di PVC, ritardanti di fiamma bromurati, antimonio, berillio e ftalati.
Inoltre ha preso in considerazione altre innovazioni, come LED
retroilluminanti privi di mercurio negli schermi LCD.

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