Il “10 e lode in efficienza” va a Leroy Merlin, che si impegna a eliminare tutte le incandescenti entro il 30 giugno 2009.
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Roma, Italia —
A otto mesi dal lancio della campagna “Al Bando le Incandescenti”, Greenpeace presenta la classifica “Scelte Illuminate” (1) con cui svela l’impegno dei maggiori rivenditori della grande distribuzione organizzata a rimuovere le lampadine incandescenti dai propri scaffali, anticipando i tempi del bando approvato con la scorsa legge finanziaria e previsto dal primo gennaio 2011. L’obiettivo è dimostrare che la tecnologia sprecona può essere mandata in pensione in tempi rapidi.
Il “10 e lode in efficienza” va a Leroy Merlin, che si impegna a
eliminare tutte le incandescenti entro il 30 giugno 2009 (2). Al secondo
posto Coop, terzo Ikea, ultimo si posiziona invece Esselunga, a cui
spetta uno “zero in efficienza”. Nonostante le dichiarazioni formali a
favore dello “sviluppo sostenibile”, Esselunga non assume nessun impegno
serio.
La scelta illuminata di Leroy Merlin, Ikea e in particolare Coop, il
primo venditore di lampadine incandescenti in Italia e tra le maggiori
catene della grande distribuzione organizzata, è fondamentale per
spostare il mercato verso tecnologie a basso impatto ambientale come le
lampadine ad alta efficienza che permettono di risparmiare l’80% di
energia, soldi ed emissioni di gas serra rispetto alle lampadine
tradizionali.
L’efficienza energetica è la prima arma per abbattere i consumi di
energia e le emissioni di gas serra. Il rapporto del Politecnico di
Milano “La Rivoluzione dell’Efficienza” (3) afferma che in Italia
attraverso misure di efficienza energetica sarebbe possibile risparmiare
– in modo economicamente conveniente – circa 100 miliardi di kilowattora
al 2020, oltre il 20 per cento dei consumi stimati a quella data. “E’ un
dato impressionante: puntando sull’efficienza si potrebbe fare
tranquillamente a meno di costruire pericolose centrali nucleari e a
carbone” afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e
Clima di Greenpeace. “Più efficienza e meno centrali, questo deve essere
l’obiettivo primario per il Paese”.
Le lampadine sono solo l’inizio di questa rivoluzione e la loro
eliminazione vale quasi 6 miliardi di kilowattora, la produzione di una
centrale. Greenpeace crede che standard minimi di efficienza dovrebbero
essere introdotti nel più breve tempo possibile su tutti i prodotti
elettrici, dai motori industriali ai sistemi di refrigerazione
commerciale, dagli elettrodomestici ai sistemi di condizionamento
dell’aria.
“Industria, governo e associazioni ambientaliste sono apparentemente
concordi sulla necessità di puntare con decisione su misure di
efficienza energetica. Manca tuttavia un piano chiaro che indichi come
raggiungere l’obiettivo europeo per abbattere il 20 per cento dei
consumi di elettricità al 2020” conclude Tedesco.