Alcuni attivisti di Greenpeace in azione contro la portaerei francese Clemenceau in rada a Tolone. Tre attivisti si sono
arrampicati sul pontone della nave e quattro sulla gru di scarico aprendo striscioni con scritto "Porta amianto,
né qui, né altrove!".
Ingrandisci
Roma, Italia —
Il governo egiziano ha deciso di lasciar passare la portaerei francese Clemenceau attraverso lo Stretto di Suez. La nave ha iniziato il passaggio dello Stretto, che dovrebbe durare 15 ore, alle 24 di domenica, trascinata da 4 rimorchiatori e scortata a terra da mezzi dell'Esercito egiziano.
"Non solo la Francia ha ingannato il mondo sullo stato della sua nave
da guerra sostenendo di averla decontaminata dall'amianto quando ne
contiene ancora 500 tonnellate, ma il governo egiziano ne ha
giustificato ora il passaggio utilizzando una legge di 200 anni fa. Se
tornava al tempo degli antichi Egizi faceva prima- commenta Vittoria
Polidori, responsabile Inquinamento di Greenpeace - Consentendo alla
nave di continuare il suo viaggio vergognoso, l'Egitto fa carta
straccia del diritto internazionale e sceglie di tutelare i suoi
interessi egoistici invece di quelli all'ambiente e alla salute del
maggior cantiere di rottamazione delle navi al mondo, in India".
La Corte Suprema Indiana ha stabilito che la Clemenceau non può entrare
nelle proprie acque territoriali finché non verrà presa la decisione
finale, attesa per il 13 febbraio.
Greenpeace tiene sotto controllo la portaerei francese da quando, nel
1997, la nave è stata disarmata e dichiarata in disuso. In base ai
piani iniziali, la Clemenceau doveva essere semplicemente affondata nel
Mediterraneo e diventare, quindi, una sorta di "scogliera artificiale"
altamente tossica. Da allora il governo francese e tutti i diversi
soggetti che nel tempo hanno avuto in gestione la nave hanno cercato in
tutti i modi di sbarazzarsene.