Serve il sostegno dell'Unione Europea all'energia solare affinchè questa fonte energetica possa raggiungere il suo potenziale.
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Roma, Italia —
Mentre i ministri dell'ambiente di tutto il mondo sono in volo per Nairobi, Greenpeace sollecita l'Unione Europea ad attivarsi per ottenere risultati concreti alla Conferenza sui cambiamenti climatici in corso nella capitale kenyota.
All'inizio della seconda settimana cruciale di negoziati, l'Ue si è
impegnata solo a parole a combattere il cambiamento climatico, ma
perché si proceda sulla strada tracciata dal Protocollo di Kyoto
bisogna fissare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra
per il periodo 2008-12. "Dov'è finita la leadership europea nella lotta
al cambiamento climatico? Noi non la vediamo." afferma Francesco
Tedesco, responsabile clima di Greenpeace. "E l'Italia? Prodi segua
l'esempio di Zapatero che ha reso obbligatori i pannelli solari per gli
edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione".
A fine 2005 a fronte dei 6.5 milioni di mq installati in Germania,
degli oltre 3 milioni di mq in Grecia e dei 2.3 milioni in Austria, la
Spagna ne aveva quasi 530.000 e l'Italia meno di 520.000 mq. In
relazione alla popolazione, l'Italia ha circa la metà del solare
termico della Spagna.
"Se l'Italia avesse la stessa superficie presente in Germania, si
potrebbero risparmiare 600.000 tonnellate equivalenti di petrolio e
circa 2 milioni di tonnellate di CO2, con tempi medi di recupero
dell'investimento di pochi anni a seconda della fascia climatica"
prosegue Tedesco.
Per porre un freno agli sconvolgimenti climatici ed evitare che il
riscaldamento terrestre superi la soglia dei 2 gradi centigradi è oggi
di vitale importanza imporre un obiettivo di riduzione delle emissioni
globali di gas serra del 50 per cento entro il 2050. Questo richiederà
da parte dei Paesi industrializzati uno sforzo di riduzione di almeno
il 75 per cento per quella data.