Per i lavori di ristrutturazione della sede della Commissione Europea, il palazzo di Berlaymont, a Bruxelles, è stato utilizzato legname fornito da imprese note per il commercio di legno illegale. Questo rappresenta una violazione nelle norme che richiedono l'impiego di legno certificato come proveniente da gestione responsabile delle foreste.
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Roma, Italia —
Dopo oltre due anni la Commissione europea riconosce che Greenpeace aveva ragione. Per i lavori di ristrutturazione della propria sede, il palazzo di Berlaymont, a Bruxelles, è stato utilizzato legname fornito da imprese note per il commercio di legno illegale. Questo rappresenta una violazione nelle norme che richiedono l'impiego di legno certificato come proveniente da gestione responsabile delle foreste.
Il vice presidente della Commissione Kallas ha confermato l'impiego di
compensati non certificati proprio per la sala riunioni della
Commissione e gli uffici di Barroso. La Commissione ha dovuto
rispondere oggi per 10 minuti, nell'ambito della conferenza stampa
quotidiana, alle domande dei giornalisti a proposito della multa
comminata alla ditta che ha eseguito i lavori di ristrutturazione.
Nel maggio 2004, Greenpeace aveva denunciato l'utilizzo di compensato
proveniente dal taglio illegale delle foreste indonesiane, che ospitano
gli ultimi oranghi, specie minacciata di estinzione. All'epoca, per
stessa ammissione delle autorità indonesiane, la maggior parte dei
prodotti in legno del Paese era di origine illegale.
"Mentre l'Unione europea dichiara di voler lottare contro
l'importazione di legname illegale, il nuovo Presidente Barroso e i
suoi colleghi cammineranno nei prossimi mesi su quello che era
l'habitat degli ultimi oranghi e delle ultimi tigri di Sumatra" afferma
Sergio Baffoni, responsabile foreste di Greenpeace. "Greenpeace,
assieme ad altre 160 associazioni e 80 imprese, chiede all'Unione
europea una legge che blocchi il commercio illegale di legname e
permetta di perseguire le imprese che infrangono le leggi dei Paesi
produttori".