Nasce il primo ufficio di Greenpeace in Africa
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Roma, International —
Greenpeace inaugura oggi il suo primo ufficio in Africa, a Johannesburg, annunciando un impegno a lungo termine per costruire una forte presenza in Africa dedicata alla lotta contro i problemi ambientali più urgenti che minacciano il continente: cambi climatici, deforestazione e pesca illegale. Il secondo ufficio verrà inaugurato il 24 novembre a Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo e un terzo a Dakar in Senegal all’inizio del prossimo anno.
“Mentre le minacce ambientali che incombono sugli africani sono
critiche e urgenti, l’Africa è nella posizione di poter scavalcare lo
sviluppo che inquina e diventare leader nel contribuire a scongiurare
le conseguenze catastrofiche dei cambiamenti climatici e proteggere
l’ambiente. Greenpeace è qui per dare un contributo affinché ciò
avvenga” spiega Amadou Kanoute, Direttore esecutivo di Greenpeace
Africa.
Mentre l’Africa contribuisce molto poco al riscaldamento globale, il
continente sarà uno dei primi a subirne le più dure conseguenze. Più di
180 milioni di persone nell’Africa Sub-Sahariana potrebbero morire a
causa dei cambiamenti climatici entro la fine del secolo.
Imprevedibili flussi di piogge, minori raccolti e la diminuzione delle
risorse stanno già causando migrazioni di massa, aumento delle tensioni
e conflitti.
La distruzione delle foreste tropicali è responsabile del 20 per cento delle emissioni globali di gas serra.
CAMBI CLIMATICI: Il Sud Africa, (14° maggiore emettitore di carbonio al
mondo), deve ridurre le proprie emissioni di gas serra. Tutta l’Africa
potrebbe contare su abbondanti fonti di energia rinnovabile. Una
rivoluzione energetica che potrebbe non solo contribuire a ridurre i
cambi climatici, ma porterebbe energia elettrica e sviluppo nelle zone
rurali, fornirebbe posti di lavoro e crescita economica.
DIFESA DELLE FORESTE PLUVIALI: la lobby industriale del disboscamento
minaccia la foresta pluviale Basin in Congo e 40 milioni di persone che
da essa dipendono per sopravvivere. Al ritmo attuale in 40 anni si
perderà il 40% della foresta carbonifera più grande al mondo.
Greenpeace chiede l’adozione di un meccanismo di finanziamento
internazionale che renda la foresta pluviale Basin in Congo e altre
come lei, economicamente più vantaggiose da intatte piuttosto che come
legname.
DIFESA DEGLI OCEANI: lungo la costa dell’Africa Occidentale la vita
marina è stata allontanata dai pescherecci stranieri devastando gli
ecosistemi locali e privandoli del loro nutrimento; causando un aumento
della povertà e dell’incertezza alimentare. La pesca illegale, non
registrata e senza regole deve finire. Greenpeace si impegna a favore
di una pesca sostenibile e di una lavorazione del pescato regolata e
finanziata dagli africani, lo stesso vale per l’aumento del
monitoraggio e dei controlli. L’area necessita di una rete di riserve
marine.
Affrontare i problemi ambientali in Africa è indispensabile per poter
assicurare un futuro ai bambini africani e al mondo nella sua
globalità. Sfruttando il suo potenziale energetico rinnovabile e
proteggendo le foreste tropicali, l’Africa può guidarci nel cammino
verso un concreto sviluppo ambientale” afferma Gerd Leipold, Direttore
Esecutivo, Greenpeace International.