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Lo smaltimento dei rifiuti elettronici e l'impiego di sostanze chimiche pericolose nella produzione di prodotti tecnologici come personal computer e cellulari rappresentano una vera e proprio emergenza ambientale.
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Con il nuovo criterio dell’Eco-guida viene chiesto alle aziende di
mostrare il loro impegno nella riduzione globale delle emissioni di gas
a effetto serra, obbligatoria dopo Kyoto. Le aziende oltre che
promuovere l’efficienza energetica dei loro prodotti, devono impegnarsi
anche a ridurre le emissioni durante tutto il processo produttivo.
Oggi, il settore della Information and Communications Technology (ICT)
detiene il 2 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra,
le stesse prodotte dall’aviazione. Essendo una delle industrie piu’
innovative e in crescita esponenziale, Greenpeace si aspetta che il
settore si assuma la leadership nel combattere il cambiamento climatico
attraverso la riduzione delle proprie emissioni di CO2 sia dirette che
indirette.
“I giganti dell’elettronica sono attenti alle loro performance
ambientali, ma solo su alcuni aspetti, ignorandone altri di uguale
importanza. Philips, per esempio, si posiziona bene sui criteri relativi
a energia e chimica, mentre ottiene un punteggio pari a zero per quanto
riguarda la gestione dei propri rifiuti non avendo un programma globale
di recupero dei prodotti a fine vita” dichiara Vittoria Polidori,
responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace. “Philips potrebbe
arrivare molto più in alto in classifica se accettasse di gestire i suoi
prodotti a livello globale quando diventano rifiuti.”
Molte aziende ottengono un buon punteggio sull’efficienza energetica dei
loro prodotti, fabbricati in linea con quanto previsto dagli standard
Energy Star, un programma congiunto del Dipartimento Energia e Agenzia
di Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti. I migliori in campo sono
Sony Ericsson e Apple con tutti i modelli che rispettano, e talora
addirittura superano, i requisiti previsti dall’Energy Star. Sony
Ericsson si aggiudica il primo posto grazie al pieno punteggio sulla sua
politica di gestione chimica. Tutti i nuovi modelli Sony Ericsson non
hanno PVC e quelli gia’ in commercio a partire da gennaio scorso sono
anche privi di antimonio, berillio e ftalati.
“Lo scopo di Greenpeace e’ di mostrare quale azienda voglia davvero
diventare leader ambientale. Vogliamo vedere l’impegno delle
multinazionali nel conformarsi a questi nuovi criteri: eliminare altre
sostanze pericolose oltre il PVC e i ritardanti di fiamma, aumentare i
materiali riciclati nei nuovi articoli e la percentuale di riciclo di
quelli vecchi, infine ridurre l’impatto sul clima.” conclude Vittoria
Polidori.