Il settore dell'elettricità sarà il pioniere nell'uso dell'energia
rinnovabile: entro il 2050 circa il 75 per cento dell'elettricità
potrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico e
solare). Nel settore della fornitura di calore il contributo delle
rinnovabili (biomasse, collettori solari e geotermico) potrebbe
crescere fino al 65 per cento entro la stessa data. Sarà così possibile
dimezzare le emissioni di gas serra, per scongiurare la minaccia dei
cambiamenti climatici.
Contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C, soglia oltre
cui il processo rischia di diventare irreversibile, è possibile.
Europa, Stati Uniti ed economie in transizione dovranno tagliare la CO2
oltre il 70 per cento, mentre Cina, India e Sud America potranno
fermarsi al 35 per cento rispetto ai livelli del 1990. Anche in questi
Paesi però le rinnovabili potranno avere un boom.
Greenpeace, nel suo rapporto, offre per prima, una strategia globale e
dettagliata su come ristrutturare il sistema energetico mondiale,
mettendo in evidenza l'urgenza di prendere decisioni chiave in campo
energetico da parte di governi, società finanziarie e compagnie di
elettricità. I prossimi dieci anni saranno cruciali in quanto i Paesi
in via di sviluppo stanno rapidamente costruendo nuove infrastrutture
energetiche, e molti degli impianti nei Paesi industrializzati sono
invece vecchi e dovranno essere sostituiti.
"In Italia rinnovabili ed efficienza sono l'unica strada per conseguire
contemporaneamente tre obiettivi fondamentali: rilanciare l'economia
creando nuovi posti di lavoro, allentare la morsa della dipendenza
energetica del Paese dall'estero, e porre un freno alla minaccia del
riscaldamento globale" afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna
Clima ed Energia di Greenpeace. "È giunta l'ora di una vera rivoluzione
energetica: il governo si esprima a favore di obiettivi vincolanti per
le rinnovabili al 2020 e potenzi le misure in materia di efficienza
energetica: con l'attuale modello energetico i grandi impianti
centralizzati sprecano oltre i due terzi dell'energia prodotta: il
Pianeta non può permettersi questo lusso".