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Roma, Italia — Produrre energia con le fonti rinnovabili e investire in efficienza costa dieci volte meno che continuare a usare combustibili fossili. Il mondo risparmierebbe 180 miliardi di dollari all’anno e si riuscirebbero a ridurrebbe della metà le emissioni di CO2 del settore elettrico entro il 2030, come emerge dal rapporto “Future Investment” diffuso oggi da Greenpeace ed EREC (European Renewable Energy Council) e lanciato in occasione del concerto “Live Earth”.

“Future Investment” è il primo rapporto globale a fornire un piano d’investimenti sostenibile per il settore energetico e con dati effettivi dimostra non solo che le rinnovabili (sole, vento, idroelettrico, geotermico e biomasse) sono in grado di salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici, ma anche che si avranno ingenti benefici economici. “Future Investment” rappresenta la versione economica del rapporto “Energy [R]evolution” di Greenpeace, la prima strategia che indica come ristrutturare il sistema energetico mondiale in modo da dimezzare le emissioni di gas serra al 2050, senza dover ricorrere a carbone e nucleare.

“Il Live Earth invita miliardi di persone a prendere impegni concreti contro la minaccia del riscaldamento globale e il nostro rapporto dimostra che puntare sulle rinnovabili permette di salvare il clima e risparmiare miliardi di dollari”, afferma Francesco Tedesco, responsabile Energia e clima di Greenpeace. “Uno sviluppo energetico basato sulle fonti fossili, al contrario, getterebbe un’ombra sul futuro dell’ambiente e della specie umana. Lo scenario ‘business as usual’, infatti, porterà alla costruzione di circa diecimila nuove centrali per la produzione di energia, contribuendo alla crescita del 50 per cento delle emissioni mondiali di gas serra al 2030 e un loro raddoppio al 2050. Inoltre, i costi per riparare i danni causati dal riscaldamento globale, come già indicato dal Rapporto Stern e dal’IPCC, saranno enormemente superiori agli investimenti richiesti per evitare che il clima cambi”.

E i costi sono presto detti. Per avviare la Rivoluzione energetica nel mondo sono necessari investimenti annui pari a 22 miliardi di dollari. Grazie ai quali, però, si risparmiano 202 miliardi ogni anno – dieci volte tanto, quindi – rappresentati dai costi di combustibili fossili che alimentano centrali elettriche e impianti di generazione. Dirottare verso le rinnovabili gli attuali 250 miliardi di dollari che ogni anno sono destinati a carbone e gas, inoltre, permetterebbe di coprire abbondantemente i costi della rivoluzione energetica pulita. “L’industria delle rinnovabili ha la volontà ed è in grado di fornire l’energia necessaria al fabbisogno mondiale”, afferma Oliver Schäfer, policy director di EREC (European Renewable Energy Council): “Abbiamo solo bisogno delle giuste politiche energetiche”.

Il Rapporto “Future Investment” sottolinea l’urgenza di agire immediatamente per realizzare la rivoluzione energetica. Nei prossimi dieci anni molti impianti e centrali dovranno essere rinnovati o sostituiti, mentre economie emergenti come Cina, India e Brasile stanno rapidamente realizzando nuove infrastrutture energetiche. È un’occasione da cogliere al balzo per evitare di perdere altro tempo prezioso.

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