Skip navigation.
A Roma di fronte alla sede dell’ambasciata giapponese attivisti di 
Greenpeace in manette hanno protestato contro l'ingiusto arresto dei 
due attivisti che hanno scoperto il più grosso scandale sul furto e 
contrabbando di carne di balene.

A Roma di fronte alla sede dell’ambasciata giapponese attivisti di Greenpeace in manette hanno protestato contro l'ingiusto arresto dei due attivisti che hanno scoperto il più grosso scandale sul furto e contrabbando di carne di balene.

Ingrandisci

Roma, Italia — L’ingiusto arresto dei due attivisti giapponesi di Greenpeace, che hanno scoperto il più grosso scandalo sul furto e contrabbando della carne di balena all’interno del cosiddetto “programma scientifico” di caccia, ha suscitato proteste pacifiche in tutto il mondo. Anche a Roma di fronte alla sede dell’ambasciata giapponese attivisti in manette hanno aperto due striscioni con le scritte “Giustizia per Greenpeace” e “Giustizia per le balene”.

In alcuni paesi gli attivisti resteranno a oltranza fuori alle sedi
delle ambasciate fino a quando Junichi Sato e Toru Suzuki saranno
liberati. Intanto la protesta cresce anche sul web. Più di 200.000
e-mail sono state inviate da tutto il mondo al governo giapponese per
chiedere di liberare immediatamente gli attivisti.

“La risposta delle autorità giapponesi è eccessiva, ingiusta e motivata
da ragioni politiche. Junichi e Toru hanno informato la polizia sulle
loro attività quando hanno denunciato il contrabbando di carne di balena
praticato dall’equipaggio della Nishin Maru. Hanno offerto la loro piena
collaborazione per qualsiasi tipo di indagine e ora sono detenuti senza
nessuna accusa formale e senza cauzione” dichiara Gerd Leipold,
direttore esecutivo di Greenpeace International.

Piuttosto che tentare di zittire e intimidire chi smaschera la
corruzione, la polizia dovrebbe investigare sui funzionari del governo,
sugli operatori della flotta baleniera
e sul personale che traffica carne di balena dal cosiddetto “programma
scientifico” finanziato dai contribuenti giapponese e la vende a scopo
di lucro. Su questo scandalo e sulle operazioni di caccia alle balene in
corso nel Santuario dei Cetacei dell’Oceano Antartico devono
focalizzarsi le forze di giustizia.