Lo sfruttamento dell'energia nucleare per la produzione dell'energia elettrica è una scelta rischiosa che negli anni, incidente dopo incidente, disastro dopo disastro, ha dimostrato di non essere conveniente.
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Roma, Italia —
L’ennesimo incidente alla centrale di Temelin nella Repubblica Ceca ripropone ancora una volta la sicurezza dei reattori di tipo sovietico VVER alla cui filiera appartiene la centrale ceca, che ha avuto problemi sin dalla messa in funzione nel 2000. Tra quelli più rilevanti, nel 2004 una perdita di ventimila litri di acqua di raffreddamento.
"Si tratta di un VVER 1000/320, proprio lo stesso tipo di reattore che
è oggetto di una gara internazionale in Bulgaria a Belene, cui
partecipa Unicredit sia direttamente che tramite una
controllata, l’HVB" afferma Giuseppe Onufrio, direttore campagne di
Greenpeace. "Ancora peggio sta facendo l' Enel: se nel caso di Temelin
e Belene si tratta di un tipo di reattore sovietico di terza
generazione, l’accordo siglato da Enel con il governo della Slovacchia
prevede il completamento a Mochovce di due reattori di seconda
generazione, ancora meno sicuri".
Le notizie che giungono oggi dalla Gran Bretagna, dove due reattori di
tecnologia occidentale sarebbero stati bloccati per guasti legati
all'impianto di raffreddamento, non fanno che confermare che - come
sostiene da sempre Greenpeace - la tecnologia nucleare è pericolosa
ovunque venga impiegata e che i tentativi di rilanciarla a cui
assistiamo vanno fermati con decisione.